27.07.2015  09:30

Uffici postali, continua la mobilitazione anti chiusure. A fianco di Anci e Uncem ora anche i sindacati

di Glenda Venturini
Venerdì scorso a Firenze il vertice di Anci Toscana, Uncem Toscana e i sindacati Cgil Cisl e Uil di categoria. Si studiano azioni di mobilitazione sui territori, questa settimana l'incontro con la Regione


Tutti uniti contro il piano di chiusure degli Uffici postali toscani che Poste ha ripresentato nei giorni scorsi: Anci Toscana, Uncem Toscana e i sindacati Cgil Cisl e Uil di categoria si sono incontrati venerdì a Firenze per condividere le strategie e pensare iniziative di protesta per l’annunciato piano che in Toscana prevede la chiusura di 59 uffici, situati principalmente in territori rurali, marginali e montani, già dai primi giorni di settembre.

A poco più di un mese dalla chiusura, dunque, tutti i partecipanti hanno concordato sul fatto che si tratta di “un problema sociale e occupazionale che necessita di un fronte comune solido e determinato contro un piano di chiusura uffici che penalizzerebbe i territori, i cittadini, lavoratori e l'intera comunità, per questo insieme siamo pronti a iniziative congiunte”.

Collegato in videoconferenza il presidente di Uncem Oreste Giurlani ha rimarcato la situazione di disagio che molti Comuni montani e rurali stanno manifestando anche attraverso assemblee pubbliche, e ha sottolineato la necessità di andare avanti con la mobilitazione perchè le conseguenze in termini di servizi ai cittadini che si verrebbero a creare sarebbero pesantissime.

Mentre per il vicepresidente vicario dell’Anci Toscana, il sindaco di Terranuova Sergio Chienni, il piano di Poste colpisce centri grandi e piccoli, creando problemi e difficoltà soprattutto alle persone più anziane e disagiate, per le quali l’ufficio postale è un solido riferimento. Per Chienni bisogna continuare con tutti gli strumenti ad opporsi al taglio dei servizi, in considerazione tra l'altro del fatto che Poste, oltre ad essere un'azienda a partecipazione pubblica, ha un bilancio positivo che le permetterebbe di continuare a mantenere aperti gli sportelli che invece vuol chiudere.

Questa settimana previsto un tavolo di lavoro con la Regione Toscana, a seguito del quale saranno decise le azioni congiunte da intraprendere di mobilitazione generale dove saranno coinvolti direttamente i territori interessati.

Il piano di razionalizazione che Poste Italiane ha ripresentato nei giorni scorsi prevede 59 chiusure, tre delle quali sono in Valdarno: Campogialli, Pieve a Presciano e Mercatale, mentre per Meleto (che era nella lista nera) è arrivata pochi giorni fa la notizia che rimarrà aperto.

Cronaca / Politica

 
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