04.05.2012  13:18

Uffici postali, a rischio chiusura quelli di Moncioni, Montegonzi e Pietraviva. La denuncia di Stefano Mugnai, consigliere regionale del Pdl

di Glenda Venturini
Il piano di riorganizzazione di Poste Italiane prevede tagli e mette a rischio 14 uffici postali in tutta la provincia di Arezzo: tra questi, in Valdarno, ci sono quelli di Moncioni, Montegonzi e Pietraviva, mentre quello di Campogialli verrebbe ridimensionato. Mugnai ha presentato una mozione chiedendo alla Regione di attivarsi per scongiurare queste chiusure. Anche Uncem Toscana sta effettuando un monitoraggio della situazione, per evitare ripercussioni negative sui territori


commenti

Data della notizia:  04.05.2012  13:18

Sono tre gli uffici postali che potrebbero chiudere presto, in Valdarno aretino: quello di Moncioni, frazione del comune di Montevarchi; quello di Montegonzi, a Cavriglia; e quello di Pietraviva, nel comune di Bucine. In tutta la provincia di Arezzo, almeno 14 sportelli potrebbero chiudere in seguito al piano di riorganizzazione preparato da Poste Italiane, mentre altri 5 verrebbero ridimensionati (tra questi anche quello di Campogialli, nel comune di Terranuova), e 38 postini sparirebbero.

La denuncia degli effetti del progetto della società Poste Italiane viene dal consigliere regionale del Pdl Stefano Mugnai, che ha anche preparato una mozione per chiedere un intervento alla Toscana. "Sostanzialmente si va a chiudere proprio laddove i territori sono più poveri di servizi e dove la popolazione risulta già maggiormente isolata", spiega Mugnai, che chiede alla Regione di occuparsene, ed eventualmente "segnalare il caso all’Autorità di vigilanza governativa competente che valuterà se applicare le relative sanzioni a carico di Poste Italiane spa".

"Un simile piano - spiega Mugnai - stravolgerebbe la distribuzione della corrispondenza con conseguenze catastrofiche sulla qualità dei servizi offerti, anche perché tale piano di riduzione dei costi non sarebbe supportato da una strategia di sviluppo per rilanciare il settore". Nella mozione, si chiede alla Regione anche di avviare una controffensiva ad ampio spettro, convocando la direzione regionale di Poste Italiane per "scongiurare i disagi alla popolazione di Arezzo e della Toscana prospettando soluzioni alternative ai tagli occupazionali" e di individuare "misure di sostegno economico ai comuni più disagiati per garantire i servizi di prossimità e quelli postali".

Le prospettive sono preoccupanti, in effetti, tanto che anche l'Uncem Toscana, l'Unione dei comuni e delle comunità montane, si è attivata. Il presidente Oreste Giurlani ha scritto agli oltre 160 comuni della Toscana che rappresenta, di cui la maggior parte montani, chiedendo loro di far presente tutte le criticità presenti sul territorio riguardanti il servizio postale.

"Caro Sindaco - scrive Giurlani - a seguito dei disagi che si stanno verificando sui territori comunali con i continui tagli e razionalizzazioni di Poste Italiane sugli uffici e personale, con la presente sono a chiederti di segnalarmi tutte le criticità, circa il servizio postale, relative al tuo Comune. Tali segnalazioni serviranno in virtù di un confronto che avrò a metà maggio con il Direttore Generale di Poste, a cui porterò un quadro complessivo della situazione".

"Da sempre come Uncem crediamo nel mantenimento, e anzi rafforzamento, del servizio nelle zone montane e in questo momento è più che mai necessaria la tua collaborazione per affrontare al meglio la problematica e proporre soluzioni alternative comuni in modo tale che non si abbiano ulteriori ricadute negative per i cittadini".

Cronaca / Politica

 
comments powered by Disqus