11.07.2012  17:21

Uffici postali a rischio chiusura, ecco l'elenco ufficiale di Poste Italiane. E sono molti di più: in Valdarno, almeno sei

di Glenda Venturini
Moncioni a Montevarchi; Montegonzi a Cavriglia; Pietraviva a Bucine; San Donato in Collina a Rignano; Donnini e Vallombrosa a Reggello. Ecco l'elenco degli uffici postali che in Valdarno potrebbero chiudere. E questa volta non sono ipotesi: la lista è stata stilata da Poste Italiane. Per salvare questi sportelli si starebbe pensando ad accordi specifici con gli enti locali


Sono sei gli uffici postali a rischio chiusura in Valdarno, un numero più alto di quello ipotizzato da Uncem qualche giorno fa. L'elenco ufficiale, stilato da Poste Italiane, comprende gli sportelli considerati non redditizi, e che quindi sono maggiormente a rischio. In tutta la Toscana sono 174, più dei 120 che l'Uncem aveva paventato. E nel nostro territorio a farne le spese sarebbero frazioni e località montane. Ecco gli uffici che potrebbero chiudere:

- Moncioni, nel comune di Montevarchi;
- Montegonzi, nel comune di Cavriglia;
- Pietraviva, nel comune di Bucine;
- San Donato in Collina, nel comune di Rignano;
- Donnini, nel comune di Reggello;
- Vallombrosa, nel comune di Reggello.

Elenco a cui si dovrebbe aggiungere anche la chiusura di due uffici postali nel comune di Pelago, al confine con Reggello e quindi a servizio potenzialmente delle due comunità: sono quelli della Consuma e di Diacceto. 

"I nostri timori, espressi appena pochi giorni fa, trovano oggi una conferma - commenta Oreste Giurlani, presidente di UNCEM Toscana (Unione Nazionale Comuni Enti Montani) - Poste italiane Spa sta mettendo in atto un piano di ridimensionamento degli sportelli al pubblico ancora più consistente di quello da  noi denunciato. Gli uffici postali che rischiano la chiusura sono 1156 in tutta Italia, ben 174 in Toscana, la regione più falcidiata". 

Una previsione che l'Amministratore delegato di Poste, Massimo Sarmi, al momento ridimensiona, parlando solo di una lista di sportelli "sotto i parametri di economicità". Per evitare di tagliare tutti questi uffici, Poste starebbe valutando l'ipotesi di stilare "accordi con gli enti locali per trasformarli in centri multiservizi". Insomma gli uffici devono 'riciclarsi'. "Ma è proprio quello che andiamo dicendo da mesi a mesi ad ogni livello – incalza Giurlani – mentre in tutti i nostri incontri con Poste, a livello regionale, non abbiamo mai riscontrato un vero interesse a trovare intese e sinergie con gli enti locali".

"Ci è sempre stato detto che le chiusure erano inevitabili. Punto e basta. Adesso l'Ad di Poste dice di aprire al cittadino una serie di servizi a pagamento come il rilascio di certificati anagrafici o il pagamento del ticket sanitario. Se per sopravvivere un ufficio postale deve reinventarsi a noi va benissimo e come Comuni montani faremo la nostra parte – conclude Giurlani - l'importante è non togliere questo servizio essenziale ai cittadini, specialmente nelle località più piccole e decentrate".
Aggiornamenti
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Cronaca

 
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