22.07.2012  11:24

Tribunale, giudice di pace, uffici postali: le opposizioni pronte a lottare contro le chiusure

di Glenda Venturini
Il movimento Prima Montevarchi ha preparato un ordine del giorno che presenterà martedì al consiglio comunale, contro la chiusura della sezione distaccata del tribunale e del giudice di pace di Montevarchi. Il gruppo dei Democratici e Progressisti fa appello all'amministrazione e all'onorevole Rolando Nannicini per evitare la chiusura del tribunale e quella dell'ufficio postale di Moncioni. "Battaglie da fare senza ipocrisie"


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Data della notizia:  22.07.2012  11:24

Era un fronte aperto già da un pezzo, in realtà, quello della lotta contro l'ipotesi di chiusura del tribunale di Montevarchi, sezione distaccata di quello di Arezzo. Ora, però, che l'ipotesi si è trasformata in cruda realtà, con l'annuncio del Ministro della Giustizia, il fronte si fa più caldo. E se a questo si aggiunge anche l'altra preannunciata chiusura, dell'ufficio postale di Moncioni, "non più economicamente redditizio" per Poste Italiane, la perdita di servizi sul territorio si fa pesante. 

Al prossimo consiglio comunale il movimento Prima Montevarchi presenterà un Ordine del giorno, che impegna il sindaco e la giunta "A sostenere, proseguire e/o intraprendere, per quanto di loro competenza, ogni iniziativa volta alla salvaguardia della sezione distaccata di Montevarchi del Tribunale di Arezzo e dell’ufficio del Giudice di Pace".

Una richiesta che muove dalle premesse più volte ripetute in questi mesi: quel tribunale ha un bacino di utenza che coincide con l'intero Valdarno aretino, quindi circa 100.000 persone; smaltisce il 30% dell'intero carico di lavoro del tribunale di Arezzo, e in tempi medi inferiori ai 24 mesi; e, soprattutto, tutti i costi di manutenzione (ad eccezione degli stipendi dei dipendenti) sono a carico del comune di Montevarchi. 

Sull'altro fronte delle opposizioni, il gruppo dei Democratici e Progressisti ha appena pubblicato una lettera aperta, che fa appello all'amministrazione comunale ma anche all'onorevole Rolando Nannicini, parlamentare montevarchino del Pd. "Giustamente - ricordano i Democratici e Progressisti - il Sindaco ha manifestato l’intenzione di opporsi alla doppia chiusura anche ricorrendo all’azione dei parlamentari locali. Siamo d’accordo con lui e invitiamo, pubblicamente, l’On. Rolando Nannicini ad adoperarsi in sede parlamentare perché sia valutata l’opportunità di mantenere la sede del Tribunale anche in considerazione che le spese di gestione della struttura ricadono sull’amministrazione comunale. Al Sindaco chiediamo anche di coinvolgere, oltre alle associazioni professionali interessate, le altre amministrazioni del territorio impegnandole a sostenere la causa e magari, perché il servizio riguarda l’intero Valdarno, a contribuire alle spese necessarie al mantenimento".

"Diverso il caso dell’ufficio postale di Moncioni - aggiungono i Democratici e Progressisti - ufficio che dipende da una società privata (di proprietà pubblica) che dovrebbe rispondere a criteri di efficienza ed economicità. Riteniamo possibile aprire un dialogo con Poste Italiane affinché sia mantenuto almeno un regime di funzionamento minimo a servizio dei concittadini della frazione. Riteniamo anche possibile che l’Amministrazione comunale impieghi per questo servizio proprie risorse finanziarie, utilizzando i risparmi realizzabili con l’accordo di vallata sul sostentamento della sede del Tribunale". 

"Anche su questo tuttavia, rivolgiamo l’invito all’On. Nannicini a prospettare al Governo i tanti problemi delle strutture di Poste Italiane a Montevarchi e di chiedere conto o almeno l’opinione del Governo sull’efficacia del lavoro del vertice operativo dell’azienda. Un vertice super retribuito e che resiste a ogni tentativo di ridimensionamento, secondo leggi già approvate, dei propri emolumenti e al quale il Parlamento non riesce a chiedere conto. Da cittadini, elettori e contribuenti italiani siamo interessati alle risposte".

Cronaca / Politica

 
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