13.06.2013  19:35

Testi scrive alle Poste di Arezzo: “Deve essere garantito uno standard di qualità ed efficienza minimi per un servizio pubblico”

di Federica Crini
Il sindaco di Bucine torna a parlare dei disagi causati alla cittadinanza dalla chiusura dell'ufficio postale di Pietraviva, lo scorso dicembre: uno degli sportelli minori disattivati a livello regionale. Nella lettera richiede maggior efficienza per un servizio pubblico e sottolinea la proposta di riconvocare i sindaci in un incontro con la Prefettura d'Arezzo


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Data della notizia:  13.06.2013  19:35

Il sindaco di Bucine torna a parlare del disagio dopo la chiusura degli uffici postali minori, tra cui Pietraviva, questa volta in una lettera indirizzata al Direttore delle Poste di Arezzo, in cui esprime le difficoltà che affrontano i cittadini e rilancia la proposta di incontrare il Prefetto di Arezzo, dato che si tratta di un servizio pubblico.
 
“Ricevo quotidianamente la richiesta di intervento da parte dei cittadini, in particolare dalla popolazione anziana, che mi segnalano i gravi disagi a cui sono sottoposti ogni qualvolta devono usufruire dei servizi dell’ufficio postale di Ambra”, scrive il sindaco Testi nella missiva, poiché quello di Ambra rimane l’ufficio di riferimento per i residenti nell’Alta Valdambra.
 
Nella lettera, il primo cittadino parla anche dell’aumento del lavoro che l’ufficio non è in grado di soddisfare, a causa dell’insufficiente dotazione organica, che causa file lunghe anche alcune ore agli sportelli. Inoltre, con l’arrivo del periodo estivo, sono ricominciate le segnalazioni per errori o mancate consegne della posta a domicilio.
 
“È vero che siete una società privata” – prosegue il sindaco – “ma gestite un servizio pubblico che deve garantire standard di qualità, efficacia ed efficienza minimi ad oggi non rispettati”. Infine l’intenzione di richiedere agli altri sindaci la disponibilità a un incontro che coinvolga anche la Prefettura di Arezzo, “dato che il servizio in oggetto ha una tale importanza per i cittadini da non poter continuare con una modalità così insoddisfacente ed inefficace”.
 
Intanto, come anticipato la settimana scorsa, i locali che ospitavano l’ufficio postale di Pietraviva sono pronti per attivare il servizio alternativo “Ecco fatto”, ma prima devono essere individuati i ragazzi tramite bando per il servizio civile della Regione.

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