08.06.2018  01:03

Testamento biologico, "Necessario che i Comuni e le Aziende sanitarie si attrezzino per rendere operativa la Legge"

di Monica Campani
Tanti gli interventi, tante le persone che sono intervenute


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Data della notizia:  08.06.2018  01:03

Si è parlato di Testamento biologico nell'incontro tenutosi a Castelfranco e al quale hanno partecipato in qualità di relatori, Donella Mattesini, già parlamentare e co-relatrice della Legge, l'avvocato Gianni Baldini, docente universitario di Diritto Privato e Biodiritto e il dottore Pierdomenico Maurizi, Medico ASL  Responsabile per le Cure Palliative del territorio aretino.

Le nuove disposizioni, hanno chiarito nei loro interventi, "riaffermano la libertà di scelta dell'individuo e rendono concreto il diritto alla tutela della salute, nel rispetto della dignità della persona e della qualità della vita, proprio come sancito dall'Art. 32 della Costituzione che tutela il Diritto alla salute individuale e collettiva e riconosce ad ogni cittadino la libertà di scegliere consapevolmente i trattamenti sanitari". 

"La problematica del fine vita sta assumendo notevole importanza in questi ultimi anni a seguito dell'introduzione di nuove tecnologie e trattamenti sanitari (come la nutrizione, l'idratazione e la respirazione artificiale) che sono in grado di contrastare il corso naturale della malattia e di mantenere in vita il corpo del paziente anche in stato di incoscienza o di coma irreversibile. Purtroppo queste situazioni, sono sempre più diffuse e costituiscono un dramma per tante famiglie". 

L'unico modo in cui il cittadino può esprimere la propria volontà e scegliere come essere accompagnato nel fine vita, in base alla nuova legge, sono le Disposizioni Anticipate di trattamento (DAT, comunemente indicate con il termine di testamento biologico) che garantiscono al paziente di scegliere i trattamenti sanitari a cui vuole essere sottoposto anche nel caso in cui non sia più in grado di intendere e di volere.

"Queste disposizioni sono vincolanti per i medici e i sanitari che ad esse dovranno attenersi limitando la sofferenza e accompagnando il paziente nell'ultima fase della sua vita. L'espressione di una volontà sul proprio percorso di cura, inoltre, riduce per i familiari il peso di dover prendere decisioni cosi delicate in momenti altrettanto difficili". 

Al termine dell'incontro l'appello del PD di Castelfranco: "Con la Legge sul fine vita è possibile un cambio culturale importante e una scelta di civiltà che, sulla base di una corretta comunicazione tra medico e paziente, mette il cittadino in condizione di scegliere consapevolmente le cure del fine vita e riduce l'angoscia delle famiglie che si trovano in situazioni cosi drammatiche. Per questo è necessario che i Comuni e le Aziende sanitarie si attrezzino per rendere operativa la Legge: prima di tutto organizzando percorsi informativi e formativi per i cittadini e i sanitari e poi con l'istituzione di appositi strumenti informatici per rendere ovunque disponibili ed efficaci le Disposizioni anticipate di trattamento che i cittadini avranno rilasciato". 
 

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