18.09.2013  15:17

Tav: Tenti chiede alle istituzioni di opporsi all'arrivo nell'area ex mineraria del materiale di scavo

di Monica Campani
Il segretario della federazione provinciale di Arezzo di Rifondazione comunista, Fausto Tenti, si rivolge al sindaco di Cavriglia, alla Provincia di Arezzo, all'Arpat e alla Ausl8: "Con quale coraggio le nostre istituzioni potrebbero accettare di smaltire nel nostro territorio milioni di metri cubi di non-si-sa-che-cosa?"


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Data della notizia:  18.09.2013  09:38  /  Ultimo aggiornamento:  18.09.2013  15:17

"Con quale coraggio le nostre istituzioni potrebbero accettare di smaltire nel nostro territorio milioni di metri cubi di non-si-sa-che-cosa?", con queste parole il segretario della federazione provinciale di Arezzo di Rifondazione comunista, Fausto Tenti, si rivolge al sindaco di Cavriglia, alla Provincia di Arezzo, all'Arpat e alla Ausl8 perchè si oppongano con tutti i mezzi all'arrivo nell'area ex mineraria di Santa Barbara dei tre milioni di metri cubi di materiale di scavo proveniente dal sotto attraversamento del nodo fiorentino dell'alta velocità ferroviaria. L'appello arriva dopo gli ultimi sviluppi della vicenda Tav.

"Qualsiasi risarcimento/compensazione le FF.SS., RFI e Nodavia offrano per smaltire – mescolati ad innocui inerti – cementiti ed additivi altamente inquinanti utili alla gigantesca fresa per procedere più rapidamente all'escavazione del doppio tunnel, sotto la città Patrimonio dell’Unesco - afferma Tenti -  non potrà mai giustificare la trasformazione dell'ex miniera di Santa Barbara in una gigantesca discarica. Riterrei allucinante portare avanti un protocollo e fidarmi di lorsignori, dopo quanto (ulteriormente) accaduto ieri, con diversi arresti".

Tenti, poi, riporta stralci delle intercettazioni particolarmente indicative:

“'Lorenzetti si è molto impegnata per l'emanazione del decreto (del ministero, che modifica lo status delle terre di scavo, trasformandole via carta da rifiuti da smaltire in discariche speciali in sottoprodotti) sulle terre' ed 'ha seguito tutte le fasi della sua approvazione influendo in ogni modo per la sua conclusione favorevole'. Nel parlare con Casale di Italferr, la Lorenzetti viene intercettata dai carabinieri del ROS di Firenze mentre dice che 'il decreto deve definire le condizioni in base alle quali terre e rocce da scavo si possono considerare sottoprodotti' e non rifiuti. Un vantaggio per lo smaltimento, dato che il sito individuato - l'area ex mineraria di Santa Barbara a Cavriglia - non è qualificata come discarica e quindi non avrebbe potuto ricevere le terre. Per arrivare al decreto che qualifica le terre di scavo in modo diverso dalla normativa sui rifiuti, Lorenzetti si sarebbe attivata presso il Ministero dell'Ambiente, tramite il geologo, coindagato ed anche lui ai domiciliari, Gualtiero Bellomo, presso il Consiglio di Stato e la Regione Toscana. 'L'emanazione del decreto sulle terre' di scavo dal tunnel della Tav sotto Firenze 'è vista' dal gruppo dominato da Maria Rita Lorenzetti, 'come snodo fondamentale per incominciare i lavori' e 'non viene presa in considerazione altra soluzione che possa essere rispettosa dell'attuale disciplina vigente'”.

Fausti Tenti continua riportando anche parte delle intercettazioni nelle quali la Lorenzetti e  il suo gruppo fanno guerra al dirigente regionale architetto Zita che si riteneva di dover considerare rifiuti le terre di scavo.

"Con quale coraggio le nostre istituzioni potrebbero accettare di smaltire nel nostro territorio milioni di metri cubi di non-si-sa-che-cosa?", conclude Tenti.




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