30.10.2013  17:21

Tav: Sinistra ecologia e libertà presenta un'interrogazione parlamentare sulle terre di scavo da portare nell'area ex mineraria

di Monica Campani
Marisa Nicchi e Alessandro Zan, deputati di Sel, hanno presentato un'interrogazione parlamentare al ministro dell'Ambiente Andrea Orlando sulle terre da scavo della Tav destinate all'area ex mineraria di Santa Barbara a Cavriglia. "Non si intende rivedere la disciplina delle terre e rocce di scavo, a maggiore garanzia e tutela dei cittadini e dell’ambiente, anche attraverso una intensificazione dei controlli ministeriali?"


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Data della notizia:  30.10.2013  17:21

Adesso anche il Ministero dell'ambiente, della tutela del territorio e del mare è stato direttamente chiamato in causa sulla questione delle terre da scavo della Tav di Firenze. Quelle terre che erano destinate all'area ex mineraria di Santa Barbara a  Cavriglia e che l'inchiesta della magistratura in corso ha bloccato.

I deputati di Sinistra ecologia e libertà, Marisa Nicchi e Alessandro Zan, hanno presentato, in merito, un'interrogazione parlamentare per chiedere al Ministro Andrea Orlando se "non si intenda rivedere la materia complessiva relativa alla disciplina delle terre e rocce di scavo, a maggiore garanzia e tutela dei cittadini e dell’ambiente, anche attraverso una intensificazione dei controlli ministeriali, in raccordo con le Agenzie regionali per l’Ambiente, al fine di verificare la reale composizione dei materiali da scavo, e il pieno rispetto della normativa ambientale".
 
La richiesta è dettata da vari presupposti.

"Il regolamento del Ministero dell'ambiente del 10 agosto 2012, n. 161, disciplina l'utilizzazione delle terre e rocce da scavo, e autorizza, a determinate condizioni e presupposti, la 'trasformazione' dei rifiuti da scavo in 'sottoprodotti' consentendo, tra l’altro, il loro conferimento in luoghi diversi dalle discariche. Successivamente al regolamento si sono succedute una serie di modifiche legislative e integrazioni alla normativa in esame".

"L'articolo 1 del Decreto ministeriale 161/2012, afferma che 'I materiali da scavo possono contenere, sempre che la composizione media dell'intera massa non presenti concentrazioni di inquinanti superiori ai limiti massimi previsti dal presente regolamento, anche i seguenti materiali: calcestruzzo,  bentonite, polivinilcloruro (PVC), vetroresina, miscele cementizie e additivi per scavo meccanizzato'. Questo significa - continuano i due deputati - che il livello di inquinamento non viene stabilito in ogni singolo lotto di terra, ma sull'intera massa prodotta. Il campionamento degli inquinanti sarà compiuto ogni 5000 metri cubi di terra, ma il livello in base al quale il materiale potrà essere considerato 'rifiuto', da conferire in discarica, sarà sull'intera massa prodotta. Quindi si potranno avere molte analisi che stabiliscono un lotto contaminato, ma si potrà decidere il suo conferimento in discarica solo se tutto il materiale avrà concentrazioni superiori a quelle prescritte".

L'interrogazione, poi, continua:

"Nel luglio 2012 l’Associazione ambientalista fiorentina IDRA, aveva presentato ricorso alla Commissione Europea relativamente al Regolamento del Governo Italiano, all’epoca ancora al vaglio della Commissione Europea, sulle procedure di smaltimento 'delle terre e rocce di scavo'. Il rischio era che, con l’approvazione del Regolamento, si liberalizzasse l’utilizzo di 'terre e rocce da scavo' anche inquinate, tramite artifizi normativi in aperto contrasto con le attuali norme europee in materia di rifiuti. Nell'esposto è stato precisato come questo Regolamento, se approvato, avrebbe consentito di utilizzare materiali di diverse tipologie, non classificabili come semplici 'terre e rocce da scavo', per la realizzazione di varie opere. Il rischio concreto che ne poteva derivare era quello di rendere esenti diverse categorie di rifiuti dalle disposizioni delle normative europee".

"Nel luglio 2012 l’Eurodeputato Andrea Zanoni - ricorda ancora l'interrogazione parlamentare - aveva scritto al Commissario per l’Ambiente della Commissione Europea Potocnik, chiedendo di valutare attentamente il testo del Regolamento, all’epoca non ancora approvato, affinché potesse essere respinto ogni tentativo di elusione delle norme contenute nelle vigente direttive europee in materia di rifiuti; nell’ottobre 2012 il Commissario Potocnik, in risposta a una Interrogazione della Presidente della Commissione Antimafia Europea Sonia Alfano, dichiarava che 'I servizi della Commissione stanno attualmente valutando se il progetto di decreto sia compatibile, in particolare, con l’articolo 5 della direttiva 2008/98/CE sui rifiuti, che stabilisce le condizioni in base alle quali una sostanza o un oggetto può essere considerato come sottoprodotto'”.

Il sindaco del comune di Cavriglia Ivano Ferri, nel cui territorio è prevista la realizzazione di tre collinette schermo per 3.550.000 di metri cubi, ha espresso preoccupazione e soprattutto ha chiesto che quelle terre fossero monitorate e controllate prima durante e dopo l'arrivo a Santa Barbara. "Il comitato contro il sottoattraversamento A.V. di Firenze teme che il decreto ministeriale 12 sia uno strumento legislativo dannoso - scrivono ancora i due deputati di Sel - che servirà a smaltire terreni inquinati con il principio della diluizione. Tra i problemi sollevati dall'inchiesta Tav c'è anche quello della lottizzazione della Commissione per l'Impatto ambientale del Ministero, con il conseguente rischio di inquinamento dei pareri su opere che possono incidere pesantemente sull'ambiente". 

Per quanto riguarda l'inchiesta sulla Tav, giovedì 31 ottobre alle 10 sarà ascoltato dalla Commissione ambiente della Regione. 

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