24.09.2013  19:38

Tav, parla il dirigente rimosso della Regione. Zita: "Il materiale da conferire a Cavriglia è da trattare. A rischio la stabilità delle colline artificiali"

di Eugenio Bini
Il programma di Rai Tre, Presa Diretta, parla dell'inchiesta Tav e della vicenda delle terre di scavo, intorno alla quale ruota l'indagine della Procura di Firenze. Il dirigente rimosso dall'ufficio regionle di Via, Zita racconta: "Il materiale da conferire a Cavriglia necessita di trattamento. Più che l'inquinamento il problema delle terre è per la stabilità della collina di 3milioni di metricubi. Rischio smottamenti?Una delle possibilità".


La puntata di Presa Diretta "Lavori in Corso"

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Data della notizia:  24.09.2013  19:38

Presa Diretta, il programma di Rai Tre condotto da Riccardo Iacona, si è occupata ieri sera dell'inchiesta della Procura di Firenze sulla tav. Parte del servizio è stato dedicato anche alla questione terre di scavo che interessano Cavriglia e che hanno un ruolo di primo piano nell'indagine della Magistratura.

Intervistato anche il dirigente Fabio Zita, dirigente dell'ufficio regionale Valutazione Impatto Ambientale, rimosso e destinato ad altro incarico, secondo la Procura, su pressioni della "squadra". Zita si sarebbe opposto alla volontà di Italferr e Novadia (la società che si è aggiudicata i lavori per il sottoattraversamento fiorentino del tav) di far passare le terre di scavo come sottoprodotti invece che come rifiuti speciali. Come poi è avvenuto grazie ad un decreto ministeriale, a grande vantaggio economico - secondo la Procura - per le imprese che effettuano i lavori.

"Le modalità (della rimozione) sono state abbastanza strane  e immediate - racconta il dirigente - Sono stato rimosso proprio nel momento in cui il settore stava valutando i progetti più importanti, oggetto di particolari interessi. Dietro questi progetti la pressione era chiara. I tempi sono significativi. Inoltre non ero mai stato trasferito, il settore l'ho fondato io" ha sottolineato  davanti alle telecamere.

Poi ha parlato proprio dei fanghi che devono essere destinati all'area mineraria di Santa Barbara: "Erano materiali semifluidi, non palabili, con caratteristiche chimiche e meccaniche che necessitavano di un certo trattamento". L'intervistatore pone l'attenzione sull'inquinamento delle terre scavate dalla fresa Monna Lisa e il dirigente spiega: "Non è solo una questione di avvelenamento del terreno. Il fatto è che (la terra) doveva servire a realizzare colline artificiali di 3milioni di metricubi: la collina sta in piedi se il materiale riesce a conformarsi secondo un certo disegno". L'intervistatore allora domanda: "Dice che non avrebbe retto?Oggi avremmo avuto un parco su una collina che alla prima pioggia sarebbe smottato?". Laconica la risposta di Zita: "Era una delle ipotesi".

Il presidente della Regione Enrico Rossi invece ha respinto le accuse sulla vicenda della rimozione di Zita: "Si sta superando il limite in questa vicenda. Abbiamo fatto atti legittimi, perchè è nelle competenze di un direttore generale la possibilità di spostare un dirigente. Siamo favorevoli all'alta velocità". Ha parlato di "rispetto della legge e dell'ambiente" per quanto riguarda il materiale di scavo: "Chiedo come viene trattato quello dei cantieri in Valle d'Aosta e a Bologna".

 La troupe ha effettuato anche un sopralluogo a Sant'Agata nel Mugello. Questo territorio ha già fatto i conti con i depositi dei fanghi della Tav, con l'area devastata dalla bentonite e da altri innumerevoli rifiuti.


Cronaca / Politica

 
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