04.02.2012  10:16

Stragi naziste a Civitella e San Pancrazio: la corte dell’Aja blocca i risarcimenti per le vittime

di Federica Crini
La decisione riguarda i civili trucidati a Civitella in Val di Chiana, La Cornia e San Pancrazio


Il giardino delle rose di San Pancrazio, in memoria delle 73 vittime (foto tratta dal sito resistenzatoscana.it)

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Data della notizia:  04.02.2012  10:16

La sentenza emessa dalla Corte internazionale di giustizia dell’Aja ha stabilito il blocco del pagamento delle indennità da parte della Germania alle famiglie delle vittime delle stragi naziste italiane. È stato così accolto il ricorso tedesco alla sentenza della Corte Costituzionale italiana del 21 ottobre 2008, la quale riconosceva la Germania responsabile dei crimini avvenuti nel 1944, durante l’occupazione.

In particolare si fa riferimento alle vittime delle stragi del 29 giugno del 1944 che ebbero luogo a San Pancrazio, frazione di Bucine, Civitella in Val di Chiana e La Cornia, dove furono trucidati in totale circa 240 civili, di cui 73 solo a San Pancrazio, dove gli uomini vennero rinchiusi nelle cantine della Fattoria Pierangeli, fucilati e i loro corpi bruciati. La rappresaglia tedesca fu causata dall’uccisione di tre soldati tedeschi a Civitella alcuni giorni prima.

La sentenza del 2008 era stata considerata storica, in quanto venne sancito il diritto per le vittime delle stragi naziste ad essere risarcite nell'ambito di un procedimento penale: nessun altro Paese aveva mai intentato una causa del genere alla Germania.

L'ultima decisione ha suscitato scalpore ed è stata emessa poiché i giudici del tribunale di massimo grado dell’Onu hanno ritenuto inopportuno che “un tribunale penale possa condannare uno Stato sovrano, dato anche che l’Italia ha mancato il riconoscimento dell’immunità prevista dal diritto internazionale”.

Cronaca / Cultura

 
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