15.10.2012  23:33

Sospeso il provvedimento di chiusura dei piccoli uffici postali in Toscana: salvi per ora anche i sei individuati nel Valdarno

di Federica Crini
Una boccata di ossigeno per le comunità dei 170 piccoli centri abitati che stavano per veder chiudere l’ufficio postale locale a causa dei tagli disposti da Poste Italiane. Al momento la decisione è stata sospesa, ma non annullata totalmente. Intanto da Pietraviva sono arrivate al sindaco di Bucine 300 firme, inoltrate al Presidente della Regione Enrico Rossi, alla Direzione di Poste Italiane e all’onorevole Nannicini


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Data della notizia:  15.10.2012  23:33

Ci sono novità a proposito del provvedimento di chiusura degli uffici postali minori della Toscana, deciso inizialmente da Poste Italiane. Al momento è stato tutto sospeso, ma non annullato definitivamente: una decisione che non costituisce una garanzia per un possibile ripensamento nei prossimi mesi.
 
Sono salvi, quindi, per adesso 170 uffici postali situati nei piccoli centri abitati della regione, la maggior parte collocati in frazioni montani o collinari. Sei di questi erano stati individuati anche in alcuni comuni del Valdarno: Moncioni a Montevarchi, Montegonzi a Cavriglia, Pietraviva a Bucine, San Donato in Collina a Rignano, Donnini e Vallombrosa nel comune di Reggello. Già negli ultimi mesi le amministrazioni comunali, e in alcuni casi anche gli stessi residenti delle frazioni, si erano mobilitati per bloccare il progetto.
 
A Pietraviva era iniziata una raccolta firme che in questi giorni è stata consegnata direttamente al sindaco di Bucine Sauro Testi: in totale 300 persone hanno sottoscritto l’appello. “Le ho inviate al Presidente della Regione Enrico Rossi, che ha preso posizione e si era mobilitato sulla questione, per chiedergli di continuare con questo impegno” – ha commentato Testi – “Le firme arriveranno anche alla Direzione di Poste Italiane e all’onorevole Nannicini, che si era già reso disponibile per un nuovo incontro sulla vicenda e che aveva presentato un’interrogazione parlamentare a riguardo”.
 
Una piccola boccata di ossigeno per le numerose comunità che protestavano contro la chiusura di un servizio importante anche per i piccoli centri abitati. Adesso, come ha illustrato il primo cittadino di Bucine, bisogna non abbandonare l’argomento, soprattutto per trovare una soluzione alternativa, poiché si tratta di una sospensione del provvedimento, che si potrebbe ripresentare nei prossimi mesi.
 

Cronaca / Politica / Economia

 
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