19.03.2015  12:32

“Sindaci e comunità locali uniti per evitare danni irreversibili dalla riforma regionale”: il commento di Mugnai sul futuro della sanità in Valdarno

di Federica Crini
Il consigliere regionale, Vicepresidente della commissione sanità, chiede a istituzioni e comunità locali di avviare subito un percorso per perimetrare le aree vaste: "Valdarno aretino diventi tutt’uno con quello fiorentino, allargando il proprio bacino d’utenza in una sola zona-distretto, oppure si rischia un depauperamento"


Sul futuro della sanità in Valdarno interviene anche il consigliere regionale Stefano Mugnai: sindaci e comunità locali devono avviare un percorso immediato “per non far subire al Valdarno, tra qualche mese, danni irreversibili dai tagli che arriveranno dalla riforma del sistema sanitario regionale”, ha chiesto il Vicepresidente della Commissione sanità, auspicando l’apertura di un dibattito.

"Le aree vaste vanno riperimetrate così da assecondare le vocazioni naturali soprattutto nelle aree cerniera come è il Valdarno. Oggi, tra Valdarno aretino e fiorentino c’è un muro sotto il profilo sanitario. Tra qualche mese, se verrà avviata questa riforma fatta così col righello, quel muro tra i servizi dell’una e l’altra Asl d’area vasta diverrà ancor più impenetrabile” – ha sottolineato Mugnai – “Costringendo magari i cittadini di San Giovanni (area vasta Sud) a esodi epici per ottenere servizi sull’Amiata, mentre da Figline (area vasta Centro) i pazienti ottengono serenamente le medesime prestazioni a Pistoia. Sarebbe pazzesco, no?”.

Proprio per evitare questi disagi, Mugnai aveva presentato un emendamento alla proposta di legge 396 sulla riforma della sanità in Toscana, approvata dal Consiglio regionale la settimana scorsa: “Il mio emendamento proponeva di ridisegnare le aree vaste. Ovviamente, la maggioranza che pensa le riforme a suon di pregiudizi lo ha bocciato. Ne hanno però ripresentato un altro loro, di emendamenti, peggiore del mio, ma che comunque salva il concetto”.
 
Ieri Viligiardi, presidente della Conferenza dei sindaci del Valdarno, aveva affermato che l’accordo Stato-Regioni non riguarda la Toscana e di conseguenza, esclude gli ospedali della Gruccia e del Serristori: “Ma la riforma imbastita da Rossi purtroppo invece sì. Siamo ancora in tempo ad arginare i danni, ma per il rotto della cuffia, perché a luglio arriveranno i tagli di personale, posti letto ospedalieri e di servizi sanitari in genere.
A questo punto c’è da scegliere e c’è da farlo insieme, sindaci e cittadini: o il Valdarno aretino diventa tutt’uno con quello fiorentino, allargando il proprio bacino d’utenza in una sola zona-distretto, oppure rischia un depauperamento al cui cospetto quanto avvenuto finora è una bazzecola».
 
“Per aprire questo percorso” – conclude Mugnai – “È necessario che i sindaci si dimostrino coraggiosi e responsabili nei confronti dei loro cittadini e che si inizi a lavorare assieme, istituzioni e comunità del Valdarno, nell’interesse della collettività. Tra pochissimo sarà troppo tardi”.
 

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