11.03.2016  18:21

Serristori, riparte la mobilitazione. Andrea Calò: "I cittadini non accetteranno lo smantellamento"

di Eugenio Bini
Il giorno dopo la denuncia sul depotenziamento del Serristori, il sindacalista Andrea Calò annuncia: "Avviata campagna di sensibilizzazione per reagire e lanciare nuove iniziative". E attacca: "L'ospedale è un patrimonio dei cittadini e non accetteranno trasformazione in una casa della salute".


Non sono arrivate smentite e reazioni ufficiali dell'azienda sanitaria sulle notizie del futuro dell'ospedale Serristori. La denuncia dei Cobas trova del resto conferma nel protocollo aziendale, e il sindacato di base chiede ai cittadini di attivarsi: “E’ un loro patrimonio che hanno affidato alle amministrazioni, non accetteranno per questo né smantellamenti né la trasformazione in una casa della salute” attacca il sindacalista Andrea Calò.
 

Nel documento è riportato il crono programma di interventi e nuove disposizioni, applicate a seguito dei patti territoriali, sottoscritti dai sindaci del Valdarno Fiorentino, che sono citati in premessa. A giugno 2016, il documento prevede: “Abolizione della guardia chirurgica notturna anche nei primi tre giorni della settimana con mantenimento della reperibilità dei chirurghi. Sospensione degli accessi tramite 118 dalle ore 19 e chiusura alle ore 20 al Dea. Mantenimento dell’anestesia h 24. Si specifica inoltre che già dal 2015 è presente un protocollo del 118 che prevede il non conferimento di urgenze  chirurgiche al Dea del Serritstori durante le ore notturne”.
 


“Nelle more del prossimo cambiamento – prosegue il protocollo - si è ritenuto di assicurare il mantenimento della guardia medica mediante un progetto di attività aggiuntiva per i primi sei mesi dell’anno in modo da gestire in sicurezza il periodo di sperimentazione del nuovo modello”.
 
Insomma, si tratta di misure già previste da tempo, ma che non erano venute alla luce prima della denuncia pubblica dei Cobas. E Andrea Calò annuncia: “Abbiamo già avviato una campagna informativa anche per smascherare i piani di responsabilità in queste decisioni. Adesso chiediamo a tutti di partecipare all’assemblea pubblica di martedì 15 marzo alle ore 21, nella sala consiliare di Figline”.
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Cronaca / Politica

 
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