05.04.2017  18:15

Serristori, la sindaca Mugnai all'assessore regionale Saccardi: "Basta parole e ritardi, ora si applichino i Patti"

di Glenda Venturini
Una lettera in cui la sindaca di Figline e Incisa chiede l'applicazione rigida dei Patti territoriali, senza ulteriori ritardi. "Troppe incertezze finora, si alimenta il malumore dei cittadini". La lettera indirizzata anche ai parlamentari di zona


Sul destino dell'ospedale Serristori ora la pazienza è finita, tuona la sindaca Mugnai. Un messaggio nemmeno troppo fra le righe, anzi: diretto e chiaro, contenuto in una lettera che ieri la prima cittadina di Figline e Incisa ha inviato all'assessore regionale alla sanità, Stefania Saccardi. La molla? Il recentissimo annuncio dello spostamento della pediatria sarebbe stato, per così dire, la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. 

"Sono ben consapevole - si legge nel testo - che oggi nel nostro presidio ospedaliero non possano essere erogate tutte le prestazioni specialistiche; sono consapevole della necessità di mantenere questa struttura nella rete degli ospedali fiorentini; sono anche consapevole che esistano esigenze tecniche di riorganizzazione dei servizi e del personale. Ma ora basta".

"Credo sia arrivato davvero il momento della chiarezza, di porre fine in modo concreto a questo clima di incertezza che gravita sull’Ospedale Serristori. La notizia dello spostamento del servizio pediatrico - scrive ancora Giulia Mugnai - è solo l’ennesimo elemento di depotenziamento di una struttura di cui, comunque, si parla solo e soltanto in modo negativo alimentando il malumore e lo scontento della cittadinanza".

Nella lettera, inviata anche ai parlamentari di zona Lorenzo Becattini, David Ermini, Elisa Simoni (Partito Democratico), Massimo Artini e Samuele Segoni (Alternativa Libera), si richiede l'applicazione perentoria dei Patti territoriali, siglati nel 2013. "Quei Patti individuano una vocazione chiara del presidio, ridisegnandone servizi e specialistiche in risposta alle esigenze del territorio. Tuttavia non vedo elementi di rassicurazione riguardo al futuro di questo presidio e sono a rappresentarvelo in modo chiaro ed inequivocabile: è arrivato il momento di mettere in pratica quei Patti territoriali che risultano ad oggi ancora disattesi; è arrivato il momento di far partire i lavori per il nuovo Pronto Soccorso e per i nuovi reparti, smettendola di fare continui aggiornamenti di un cronoprogramma che non trova mai un punto di inizio concreto".

"Nei tre anni che abbiamo alle spalle il presidio non ha visto fare passi avanti concreti sui lavori promessi e ancora mai partiti, nonostante le continue e costanti sollecitazioni anche da parte dell’Amministrazione. Ogni volta - lamenta Mugnai - un nuovo cronoprogramma aggiornato, un nuovo ritardo, un nuovo elemento di incertezza. Le parole non bastano più. Questo è il messaggio che arriva dai cittadini di Figline e Incisa, dei quali raccolgo preoccupazioni e sfiducia e ai quali unisco la mia voce per richiamare la vostra attenzione sul futuro di questo ospedale, per il quale vi chiedo di lavorare assieme a trovare soluzioni concrete e risposte celeri". 

 

Aggiornamenti
Più di una settimana fa
Piero Caramello, Possibile Comitato Calamandrei
"Eppur si muove. Ci viene in soccorso la celebre frase di Galileo Galilei per sintetizzare il comunicato apparso in queste ore nel quale veniamo informati che il Sindaco "ha detto basta" e vuole chiarezza sull'ospedale.Ne prendiamo atto, prendiamo atto che anche nella nostra Giunta i dubbi e le perplessità stanno cominciando a fare breccia. È sempre più evidente l'opacità con cui l'assessorato regionale opera rispetto alle politiche sanitarie e la loro programmazione". Il consigliere comunale figlinese di Possibile Comitato Calamandrei, Piero Caramello, poi, continua. "Quanto avviene nel Valdarno non è dissimile da quanto sta avvenendo in molte aree della regione. Ospedali con posti letto insufficienti che costeranno alla comunità molti milioni di euro, esternalizzazioni con peggioramento della qualità, liste d'attesa che appaiono sempre più manovrate per favorire gli "amici" del privato sociale. In questo calderone di disservizi, i cittadini appaiono non solo indifesi ma sostanzialmente rassegnati ed i numeri di chi rinuncia o rinvia per motivi economici ha superato da tempo le due cifre a sei zeri. Le opposizioni poco possono se non denunciare questo stato di abbandono condito da una narrazione per nulla aderente alla realtà, sul nostro ospedale come su molte altre questioni l'Assessore Saccardi ha il dovere di dare spiegazioni e possibilmente chiare. Rilanciamo ancora una volta il nostro appello alle istituzioni locali, ai Sindaci tutti perché nulla si lasci intentato e si riesca a creare un fronte largo di difesa del Servizio Pubblico. Venerdì 7 aprile ci sarà una grande manifestazione per dire basta al tentativo di commercializzazione della salute. Avremmo potuto discuterne in una mozione ma il tempo non ci consente di farlo. Invitiamo il Sindaco e la Giunta ad aderire alla manifestazione del 7 aprile, per dare un segnale. Campi Bisenzio, stesso colore politico, ha scelto di stare dalla parte del Servizio Pubblico: invitiamo a fare lo stesso, non serve che dichiararlo pubblicamente. I cittadini apprezzerebbero il coraggio ed anche noi".

Politica / Sociale

 
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