29.06.2020  09:30

Serristori, dopo la manifestazione i Cobas inviano una nota ai sindaci. "Per aprire un confronto con Morello e Saccardi"

di Monica Campani
Domenico Mangiola, Valentina Fontanelli, Simone Crinelli Delegati, Rsu Cobas P.I. Usl Toscana centro, Andrea Calò Esecutivo Nazionale Federazione Cobas P.I.


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Data della notizia:  29.06.2020  09:30

Dopo la manifestazione che si tenuta il 26 giugno i Cobas inviano un documento ai tre sindaci di Figline Incisa, Reggello e Rignano: si tratta di una nota, frutto della piattaforma concordata con i lavoratori e le altre associazioni promotrici della manifestazione, che ha lo scopo di impedire "lo smantellamento progressivo del presidio ospedaliero Serristori e di rafforzare la presenza del servizio sanitario pubblico nel territorio del Valdarno Fiorentino".

Domenico Mangiola, Valentina Fontanelli, Simone Crinelli Delegati, Rsu Cobas P.I. Usl Toscana centro, e Andrea Calò, Esecutivo Nazionale Federazione Cobas P.I. aprono il documento citando il comunicato ocn  il quale la Asl Toscana centro ha annunciato il 25 giugno la riapertura per il prossimo 20 luglio del Pronto Soccorso dell’Ospedale Serristori di Figline Valdarno sulle 24 ore, dichiarando di assegnare ad un Dirigente di SOS (struttura organizzativa semplice) la responsabilità organizzativa del servizio a cui afferirebbe uno specifico organico.

"Il comunicato è giunto all’improvviso senza un adeguato confronto con il Sindacato e la RSU aziendale e, a quanto c’è dato sapere, neppure con le Amministrazioni Comunali del Valdarno Fiorentino, le stesse che hanno sottoscritto, nel dicembre 2013 con l’azienda e la Regione Toscana, il patto territoriale. Non è nuova questa autoreferenzialità e autoritarismo gestionale da parte della Direzione Generale USL Toscana Centro nei confronti del presidio ospedaliero Serristori e delle attività e servizi distrettuali, territoriali e domiciliari della zona Valdarno Fiorentino, diversamente dal resto dell’azienda dove ogni modifica e/o chiusura è preventivamente comunicata ed oggetto di confronto sindacale. Tutte le chiusure, trasformazioni e le modifiche dell’organizzazione del lavoro o il ritardo negli adeguamenti strutturali del presidio e della sua mancata messa in sicurezza sono avvenuti senza l’adeguata, tempestiva e costante informazione vedi: P.S., Sub-Intensiva, oncologia, chirurgia, sala operatoria, servizi specialistici ambulatoriali, endoscopia, cardiologia, odontoiatria, attività diagnostiche analitico strumentali e farmacia".

"La riapertura prevista per il 20 luglio non può avvenire se la struttura non viene messa in sicurezza, con adeguata dotazione di personale medico dedicato e così pure personale infermieristico e operatori socio sanitari senza sottrazione di operatori sanitari dai reparti. Risorse di personale che devono essere necessariamente integrate con altri professionisti medici H24 per consulenze quali chirurghi, anestesisti e cardiologi. A tal proposito sono già state deliberate dalla Direzione Generale per il fabbisogno aziendale le assunzioni di n 59 anestesisti, n. 28 di specialisti di medicina interna, n.35 specialisti di medicina e chirurgia di accettazione e urgenza, n.16 cardiologi mentre per il comparto sono state deliberati n.540 infermieri (dei quali assunti 518) e n. 220 oss (dei quali assunti 215)".

"La sicurezza in pronto soccorso non può prescindere dalla riapertura in H24 del laboratorio Analisi e della Radiologia per le necessarie guardie attive, vanno integrati, agli attuali tecnici sanitari di laboratorio analisi, 5 unità e ulteriori 4 unità agli attuali tecnici sanitari di radiologia. A tal proposito sono già state deliberate dalla Direzione Generale per il fabbisogno aziendale le assunzioni di n. 26 tecnici sanitari di laboratorio (dei quali assunti 19) e n.34 tecnici sanitari di radiologia (dei quali assunti 25)".

I Cobas continuano e precisano: "I numeri esibiti sono tratti dal resoconto aziendale e dal monitoraggio degli appositi Dipartimenti, quindi non ci sono più alibi per l’Azienda, la quale ha le risorse necessarie per adeguare il presidio ospedaliero ai requisiti strutturali e organizzativi previsti dalla normativa vigente. L’integrazione di questo personale risponderebbe non solo alle necessità dell’area critica ma implementerebbe e potenzierebbe l’offerta sanitaria pubblica con risposte adeguate ai bisogni sanitari dei cittadini che si rivolgono al presidio ospedaliero. La riapertura deve coincidere con la cessazione immediata del blocco di accesso da parte del 118 dalle ore 20,00 alle ore 07,00 dei pazienti al Pronto Soccorso, permettendo la presa in carico medico assistenziale degli stessi".

"Queste sono le condizioni per uscire fuori da una voluta precarietà del Pronto Soccorso preesistente alla pandemia, il quale è stato gestito senza personale medico dedicato e senza risorse e la cui riproposizione ai soli fini elettorali troverebbe una forte resistenza, oltre che da parte nostra anche da parte dell’area medica. Altra condizione per garantire una corretta e appropriata presa in carico del paziente nei diversi setting terapeutico assistenziali è la riapertura della Sub Intensiva, il cui potenziamento dei posti letto è previsto dalle normative in essere, con conseguente adeguamento del personale anestesista in grado di gestire in sicurezza la presenza in sala operatoria, la gestione dei posti letto in Sub Intensiva e le consulenze in pronto soccorso. Gli attuali 4 anestesisti vanno immediatamente integrati con altre 4 unità che servirebbero a mantenere l’attività nelle sale operatorie per gli interventi chirurgici sia la mattina che il pomeriggio riaprendo altresì la Week Surgery 7gg su 7gg".

Infine: "A tal proposito ricordiamo che sono già state deliberate dalla Direzione Generale per il fabbisogno aziendale le assunzioni di n. 59 anestesisti. Potenziamento dell’area ambulatoriale con particolare attenzione ai pazienti oncologici, apertura cardiologia in H24 e dell’endoscopia attualmente funzionante 3gg alla settimana. Riapertura dell’odontoiatria attualmente chiusa e senza data di riattivazione. Vorremmo infine che prima della attivazione della libera professione medica nel presidio in intra moenia (che vede coinvolti più di 27 specialisti medici) venissero riaperti tutti i servizi specialistici ambulatoriali e diversificati a seconda del fabbisogno di salute della popolazione".

 

 

 

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