26.07.2020  11:45

Serristori, Cobas: "Dopo il taglio dei posti letto siamo ad un passo dal declassamento"

di Monica Campani
Intervengono Domenico Mangiola, Valentina Fontanelli, Simone Crinelli Delegati, RSU Cobas P.I. USL Toscana Centro, e Andrea Calò dell' esecutivo nazionale Federazione Cobas P.I.


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Leggi i Dossier:  Il destino incerto del Serristori

Data della notizia:  26.07.2020  11:45

Dopo il taglio dei 23 posti letto di Medicina A e i 2 posti letto di Sub-Intensiva portato avanti da Rossi/Saccardi/Morello siamo ad un passo dal declassamento secondo il Decreto ministeriale del 2 aprile 2015. Una scelta scellerata, inaccetabile e inattuale", dopo la manifestazione del 26 giugno in difesa del Serristori, i Cobas P.I Usl Toscana centro tornano sulla questione del presidio figlinese. "Rossi/Saccardi/Morello in contrasto, persino, con le politiche sanitarie dell’attuale governo, che prevede il potenziamento di tutte le reti ospedaliere e territoriali capaci di rispondere ad eventi emergenziali, come l’epidemia COVID-19 in corso hanno fatto trovare inadeguato l’intero sistema sanitario e le cui conseguenze sono sotto gli occhi di tutti". 

Domenico Mangiola, Valentina Fontanelli, Simone Crinelli Delegati, RSU Cobas P.I. USL Toscana Centro, e  Andrea Calò dell' esecutivo nazionale Federazione Cobas P.I. continuano: "Come se niente fosse, Rossi/Saccardi/Morello, hanno fatto diventare carta straccia il patto territoriale da loro sottoscritto nel dicembre 2014 che definiva la vocazione del Serristori quale ospedale per acuti in H24, attrezzato di adeguati reparti di degenza nell’area medica e chirurgica nonché di una sub intensiva e di servizi di laboratorio analisi e di radiologia, attività e prestazioni specialistiche ambulatoriali con dotazioni di personale medico e di comparto assegnato e dedicato".

"Ma se da oltre 25 anni la cittadinanza con ripetute manifestazioni popolari ha difeso il Serristori da smantellamenti, depotenziamenti, esternalizzazioni e privatizzazioni dimostrando l’utilità sanitaria e sociale di quell’ospedale, una domanda sorge spontanea: ma a nome di chi decidono questi amministratori? Del PD??? Della maggioranza del Governo Rossi-Saccardi? A nome dei Sindaci del Valdarno Fiorentino? Se così non è, qualcuno fermi il duo Rossi /Saccardi e lo strapagato manager Dr Morello, perché con queste operazioni di basso livello manageriale  il 20 luglio 2020 si riapre un pronto soccorso H24 in situazione critica e precaria dal punto di vista della sicurezza strutturale senza personale medico dedicato e necessario reclutato a forza".

"Un Pronto Soccorso che parte male per la scellerata scelta del mancato invio da parte del 118 dalle 20 alla 7 di mattina a cui si aggiunge l’ulteriore aggravio della contemporanea chiusura della Medicina A che perde 23 posti letto di degenza, la chiusura della SUB Intensiva con l’abbattimento dei posti letto relativi, la riduzione da 18 a 15 dei posti letto della medicina B oltre che, per il mese di agosto sine die, per la contemporanea chiusura del reparto di chirurgia, delle sale operatorie e della ortopedia –traumatologia".

"Un vero pasticcio: in poche parole il pronto soccorso avrà a disposizione solo i posti letto disponibili sui 15 della medicina B, cosa altamente improbabile, dato che il reparto deve rispondere alla normale degenza programmata. Ma di cosa parliamo? Di un ospedale il cui reparto di Chirurgia chiude dal 1°di agosto con improbabile riapertura (vedi anni precedenti in cui la stessa slittava di due settimane) ai primi di settembre, le cui sale operatorie saranno attive per interventi esclusivamente ambulatoriali solo fino alla prima settimana di agosto (i primi sei giorni) ed incerta sarà la previsione di riapertura a pieno regime per la cronica assenza di anestesisti. E che dire dell’Ortopedia impossibilitata a fare interventi per carenza di anestesisti e posti letto e della traumatologia spostata all’Osma come da indicazioni aziendali?"

"Vergognosa è la cronica mancanza degli Anestesisti, i quali saranno presenti sulle 12H con indicazioni aziendali di attivazione della pronta disponibilità per le urgenze notturne in caso di necessità di rianimatore, tutto ciò con enorme rischio clinico e sulla pelle dei pazienti. Inaccettabile è l’operazione fatta sulla radiologia e laboratorio analisi sia per quanto riguarda il personale tecnico sanitario che per quello medico specialistico, la cui attivazione data la carenza di personale avviene in pronta reperibilità e non in guardia attiva come da noi richiesto. Un dato resta evidente a tutti: nonostante l’assegnazione di 1 dirigente Medico di Pronto Soccorso e l’assegnazione di un altro Dirigente medico alla direzione sanitaria, questo ospedale prima del 20 luglio 2020 aveva per i ricoveri di urgenza e di degenza ordinaria 61 posti letto disponibili… oggi ne ha soli 15".

"Questo taglio draconiano di posti letto avvicina il Serristori ad un baratro previsto dal Decreto ministeriale del 2 aprile 2015 n. 70 che prevede negli ospedali con 20 posti letto il declassamento con conseguente riduzione di personale e di specialistiche. Con possibilità di tele-diagnostica a distanza e attività e servizi ridotti: Ma non scherziamo. Sarà nostra cura come COBAS P.I. USL Toscana Centro informare successivamente del disastro che sta avvenendo nella parte ambulatoriale che riguarda: l’oncologia, la cardiologia, l’odontoiatria, l’endoscopia, la dermatologia ed altro. Questo per sottolineare il raggiro verso la popolazione ad opera di Rossi/Saccardi/Morello e di qualche rampante Dirigente di dipartimento. Come COBAS P.I. riprendiamo la mobilitazione in coerenza con la piattaforma rivendicativa sottoscritta, oltre che da noi da altre realtà associative territoriali, espressione dei bisogni sanitari e della volontà della popolazione e degli stessi lavoratori. Ai Sindaci dei Comuni del Valdarno Fiorentino chiediamo una maggiore e incisiva azione a difesa dell’ospedale Serristori, in coerenza con il patto territoriale anche da loro sottoscritto, deve essere ripristinata la piena funzionalità dell’ospedale con la riapertura dei posti letto soppressi e dell’attività sottratte".

 

 

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