24.04.2012  15:20

Sempre più probabile la chiusura dei tribunali di Montevarchi e Pontassieve. Il grido d'allarme di Uncem Toscana: "Bisogna valutare ogni realtà locale"

di Glenda Venturini
Commentando la probabile chiusura di alcune sedi distaccate di tutta la Toscana, il presidente di Uncem Toscana, Oreste Giurlani, chiede al ministro per la giustizia Paola Severino maggiori attenzioni alle realtà locali. Per il Valdarno, la scure è doppia: a rischio sia il tribunale di Montevarchi, che quello di Pontassieve, punto di riferimento dei cittadini del Valdarno fiorentino...


La sezione distaccata del tribunale di Montevarchi

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Data della notizia:  24.04.2012  15:20

Sono tredici i tribunali a rischio chiusura in tutta la Toscana, per la riorganizzazione del sistema giudiziario voluta dal Governo. Di questi, due sono quelli che interessano il Valdarno: la sezione di Montevarchi per l'aretino, e quella di Pontassieve per il fiorentino. I due punti di riferimento dei cittadini e delle imprese valdarnesi potrebbero sparire a breve, nonostante gli appelli venuti da più parti. 

Oggi ad intervenire in merito è il presidente di Uncem Toscana, Oreste Giurlani, che chiede maggiore attenzione alle realtà locali. "Il ministro Paola Severino ha detto spesso che il Paese non si può permettere di tenere aperte tremila sedi dove operano giudici di pace, tribunali, sezioni distaccate, corti d’appello e Alte corti. Nei piani dell’esecutivo - spiega il presidente di Uncem Toscana - scompariranno 37 tribunali minori, 160 sezioni distaccate, 674 uffici dei giudici di pace per un risparmio previsto di 108 milioni di euro. Solo nella nostra regione ne farebbero le spese i tribunali di Pontremoli, Orbetello, Cecina, Piombino, Portoferraio, Viareggio, Pontedera, Monsummano Terme, Pescia, Empoli, Pontassieve, Montevarchi, Sansepolcro".

Sindacati e avvocati hanno già fatto sentire la loro voce contraria, ma anche gli enti locali non possono tacere, sostiene Giurlani. "Va bene razionalizzare i servizi e accentrarli, dove possibile, oltre a ridurre i costi, ma prima di mettere in atto decisioni così drastiche serve un confronto, serve un metodo concertato. Bisogna valutare le varie realtà locali. Non si può pensare di accentrare tutta l’attività nei soli capoluoghi di provincia. Il problema è quello di allontanare i servizi dai territori più distanti dai grande centri urbani, con tutte le conseguenze negative per i cittadini. Vale per i tribunali lo stesso ragionamento che riguarda altri servizi, come uffici postali, scuole, trasporti, ospedali. Ogni decisione non può prescindere dalle singole peculiarità". 

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