14.02.2017  08:35

Sei Toscana, Chiassai: "Richiesta di commissariamento da me sempre sostenuta, ma sono l'unica in Valdarno"

di Glenda Venturini
Il sindaco di Montevarchi ribadisce: "Il Commissariamento era la strada giusta, l'ho sostenuto in sede di Assemblea insieme al collega di Arezzo Ghinelli. Ma nessun altro sindaco valdarnese ha appoggiato la proposta". Ora però a tracciare quella strada è l'Anticorruzione, e a decidere sarà il Prefetto di Siena


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Data della notizia:  14.02.2017  08:35

Su quell'ipotesi di commissariamento dei vertici di Sei Toscana, a dicembre scorso, si era spaccata l'assemblea dei sindaci dei comuni che ricadono nelle province di Arezzo, Siena e Grosseto. Da una parte i sostenitori del commissariamento, fra cui il sindaco di Montevarchi Silvia Chiassai e quello di Arezzo, Alessandro Ghinelli; dall'altra un fronte compatto per il no, che sosteneva che quella non fosse la soluzione: fra questi il sindaco di San Giovanni Maurizio Viligiardi, che in merito uscì con una nota firmata insieme ai colleghi di Siena, Roccastrada e Piombino.

Quell'assemblea si chiuse per mancanza di numero legale, e dunque non si espresse su una ipotesi su cui, comunque, la decisione finale è del Prefetto di Siena. Ora, però, a chiedere il commissariamento di Sei Toscana è l'Anac, l'Autorità Nazionale Anticorruzione. E il sindaco Chiassai torna alla carica: "Oggi, in attesa di una nuova convocazione dell’assemblea dei sindaci dell’Ato per le valutazioni più approfondite, devo constatare che, ancora un a volta, sono stata l’unico primo cittadino del Valdarno a sostenere quella richiesta".

Le sue motivazioni, Chiassai le riassume così: "Ritenevo che la nomina da parte del Prefetto di figure esterne, slegate da quelle situazioni che hanno generato le indagini in corso con pesanti accuse di presunta turbativa d’asta e di corruzione, fosse la più opportuna". Il caso che si è aperto sul bando di affidamento di Ato, vinto da Sei Toscana, lo definisce una "vicenda imbarazzante", e ricorda "gli arresti domiciliari, anche se ad oggi revocati, dell’ex Direttore Generale dell’Ato Toscana Sud e l’interdizione dai pubblici uffici degli ex amministratori delegati di Sei Toscana e di Siena Ambiente".

"Non è possibile - sbotta il sindaco di Montevarchi - continuare con l’indifferenza e il silenzio di fronte a un sistema gestionale accusato di essere punto di riferimento per presunte clientele al servizio di interessi di privati, e non dei cittadini. Non mi ha mai convinto neppure l’azione di rinomina del consiglio di amministrazione di Sei Toscana per cercare di dare una parvenza di “nuovo” quando in realtà serviva il suo completo azzeramento". Si dice assolutamente contraria, inoltre, a "un’architettura gestionale del servizio di raccolta e di smaltimento dei rifiuti, basato sul gestore unico, che risulta fallimentare anche in termini di costi e di tariffe con una qualità scadente dei servizi".

Tutto da rifare, insomma, secondo il sindaco di Montevarchi. "Questo sistema di gestione è finalizzato sopratutto al business e al profitto, e i Comuni sono stati ridotti a contare molto poco in termini di intervento e di autonomia, mentre il peso decisionale è concentrato per lo più nelle mani dei Comuni sede di impianto. Da sindaco, la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti sono tra i problemi più urgenti che affronto quotidianamente, perciò auspico che la nomina dei commissari possa fare non solo chiarezza sui rapporti di gestione, ma che porti una revisione puntuale del piano finanziario adottato in area vasta e delle tariffe applicate ai cittadini, ridando più autorità decisionale ai singoli Comuni". 

Poi l'invito a ripensare l'intero impianto: "Un cambiamento radicale dovrebbe pervenire a partire dalle sedi istituzionali preposte, come la Regione Toscana. Chiederò, anche in assemblea di Ato, che si proceda verso una modifica della legge regionale che porti al superamento delle aree vaste sulla gestione dei servizi. Mi auguro che in questo impegno ci sia unità di intenti con tutte le realtà, movimenti e forze politiche per fermare il sistema fallimentare delle gestione dei servizi su aree vaste, nel rispetto dei cittadini e non dei portatori di interessi industriali, non limitandosi solo ai rifiuti, ma anche per acqua e sanità".

Politica / Economia

 
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