15.08.2018  18:19

Seconda guerra mondiale, "Cerco parenti di un gruppo di valdarnesi che ho conosciuto nel '44"

di Monica Campani
Bruno Pacetti, residente a Prato, ricerca i parenti di cinque persone che la famiglia ospitò nel periodo giugno - luglio 1944


foto di repertorio

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Data della notizia:  15.08.2018  18:19

All'epoca aveva sei anni ma non ha mai dimenticato quei momenti e soprattutto quelle persone che per un periodo vissero con la sua famiglia. Per questo sta cercando i loro parenti. Era l'estate del 1944, giugno - luglio. Bruno Pacetti, residente a Prato, adesso ha 80 anni. Il gruppo di uomini che la sua famiglia ospitò era del Valdarno.

"Con la mia famiglia abitavo in via Ciliani in una casa di contadini, una grande casa dove c'erano anche altri due contadini, alla periferia nordest di  Prato. Mi ricordo che una mattina sono arrivati 4 o 5 uomini tutti abbastanza giovani e uno di loro più anziano, sulla sessantina.  Raccontavano che erano stati presi dai tedeschi in Valdarno e che li avevano portati a lavorare in Val di Bisenzio, probabilmente a risistemare la ferrovia devastata continuamente dai bombardamenti. Durante la notte erano riusciti a fuggire e la mattina sono arrivati a casa nostra chiedendo se avevamo qualcosa da dargli per  mangiare".

Bruno Pacetti continua il suo racconto: "Ricordo che sia i miei che le altre famiglie gli hanno dato del pane e anche affettato e da bere.  Poi al momento di ripartire hanno consigliato l'amico più anziano di trovarsi un rifugio temporaneo giudicando che costui non sarebbe stato in grado di seguire il loro passo. A quel punto mio nonno lo ha invitato a rimanere li da noi. E pensare che in casa nostra e dintorni c'erano tedeschi dappertutto. Lui ha accettato e si è inserito nella nostra famiglia come fosse uno di noi. È rimasto alcuni mesi senza dare sospetti, passava per uno di famiglia". 

"Si chiamava Oreste Mei ed era di Nusenna. Lo avevano preso mi sembra a Montevarchi mentre era al mercato. È rimasto da noi fino ai primi di settembre. Ricordo che aiutava il mio babbo nei campi. Poi, quando i tedeschi da noi erano già andati via, una mattina si è preparato per fare ritorno a casa e se ne è andato salutandoci, ma dopo mezz'ora è tornato perché in piazza Ciardi, in centro, aveva visto una camionetta con i tedeschi.  Mio nonno lo ha incoraggiato a rimanere ancora e cosi dopo circa una settimana gli abbiamo dato qualcosa per rifocillarsi durante il viaggio ed è ripartito di nuovo, questa volta senza conseguenze con la speranza di rivedersi"

"Lui è tornato a trovarci con un suo nipote. Mio babbo e un'amico hanno poi ricambiato la visita andando a Nusenna. Da allora siamo rimasti sempre in contatto scrivendoci spesso per i saluti,  specialmente per le festività natalizie. Era la moglie di Oreste, Giuseppina, un'insegnante, che scriveva, anche quando Oreste è venuto a mancare. Lei ha continuato sempre a scriverci, prima da casa e poi da una casa di riposo per anziani, mi sembra che fosse nei pressi di Pisa. Poi dopo diversi anni non abbiamo più avuto notizie".

Oreste e Giuseppina non avevano figli. Ma Bruno Pacetti cerca gli altri uomini del gruppo o i loro familiari per ricostruire una vicenda che ancora ricorda in maniera vivissima.

"Difficilmente saranno rintracciabili: alcuni di loro avevano circa 25 anni all'epoca. Ma forse è possibile trovare un parente, un figlio, un nipote. Con loro potremmo ricostruire un frammento di storia di quei momenti vissuti a causa  di quella guerra".  

Se qualcuno dovesse riconoscere in questa storia i racconti di un nonno, di un padre o di un parente è quindi pregato di contattare Valdarnopost.

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