"Se Firenze non fa chiarezza su Le Borra, basta collaborazione"
Il presidente della Provincia di Arezzo, Roberto Vasai, prende una netta posizione sulla vicenda della realizzazione della discarica nel territorio figlinese e sul piano interprovinciale dei rifiuti
Sulla questione della discarica de Le Borra e sul piano interprovinciale dei rifiuti siglato tra le tre giunte di Firenze, Pisa e Pistoia e che riguarderebbe la realizzazione di una discarica nel territorio figlinese per rifiuti urbani interviene il presidente della Provincia di Arezzo Roberto Vasai. La sua posizione è netta: "Se Firenze non fa chiarezza su Le Borra, basta collaborazione", intendendo con questo l'aiuto dato al territorio fiorentino per i conferimenti dei rifiuti.
Nella lettera inviata ai presidenti della Provincia di Firenze, della Regione, della comunità di Ambito Toscana Sud e Toscana Centro, nonché all’assessore all’ambiente della Regione Vasai afferma: “Se fosse confermato quanto sembra di capire dal piano interprovinciale di gestione dei rifiuti dell’Alto Toscana Centro, saremmo costretti a denunciare l’accordo che fino ad oggi ha garantito un approccio integrato alla gestione dei rifiuti tra i comuni del Valdarno aretino, del Valdarno fiorentino e della Valdisieve”.
Vasai fa riferimento alle previsioni del piano nel quale si prevede l’apertura anticipata della discarica de Le Borra, in comune di Figline, senza limitarne esplicitamente l’utilizzo alle sole ceneri e scorie da impianti termici di trattamento dei rifiuti. Il presidente della Provincia di Arezzo è chiaro e fermo nelle decisioni, eventualmente, da prendere in futuro. “In tal modo – spiega Vasai – andrebbero in esercizio in Valdarno, a distanza di pochi chilometri l’una dall’altra, importanti impianti di smaltimento dei rifiuti, che andranno a determinare situazioni di pressione ambientale sostanzialmente per le stesse comunità, anche se di province diverse. Queste determinazioni – conclude Vasai – metterebbero la Provincia nella non auspicata condizione di dover attivare procedure di tutela dei propri territori, a cominciare dall’interruzione immediata delle disposizioni a carattere straordinario, contenute nell’accordo vigente e relative al soccorso alla città di Firenze”.