31.03.2015  21:51

Sanità in consiglio: il nodo adesso è la riforma sanitaria regionale. Nel documento approvato: si al Valdarno superiore

di Monica Campani
Seduta straordinaria del consiglio comunale sulla sanità. Molti gli interventi. Presente il direttore generale della Asl8 Enrico Desideri. Sotto la lente la Riforma sanitaria della Regione Toscana. Ma il documento approvato non comprende la richiesta della sua abrogazione e votano no Cresce San Giovanni e M5S


Abrogazione o revisione della Riforma sanitaria regionale. L'attenzione si è spostata adesso dal regolamento approvato dalla Conferenza Stato – Regioni alla legge varata dalla Regione Toscana. Il documento approvato al termine della seduta dice si all'unificazione dell'ambito sanitario tra Valdarno aretino e fiorentino ma non all'abrogazione della legge 28. Cresce San Giovanni e il Movimento 5 Stelle non lo hanno condiviso.

In una sala della musica a San Giovanni piena di semplici cittadini, di realtà come il Calcit, la Misericordia, l'Aido, e la Cgil, di politici e naturalmente alla presenza della giunta e dei consiglieri si è aperto il consiglio comunale in seduta straordinaria sulla sanità. Ha presenziato all'incontro il direttore generale della Asl8 Enrico Desideri. Riforma sanitaria regionale, dunque, e necessità di un Valdarno unito sono stati i temi al centro degli interventi.

Il primo a prendere la parola il sindaco di San Giovanni, nonché presidente della conferenza dei sindaci, Maurizio Viligiardi che ha ripetuto quanto affermato nel corso della Conferenza dei sindaci: l'importanze degli obiettivi raggiunti, dell'attuazione degli impegni presi e nonostante tutto la preoccupazione per la riforma regionale.

“Il consiglio comunale di oggi capita in un momento opportuno: siamo in una fase di discussione alimentata anche dalla pubblicazione del regolamento approvato dalla Conferenza Stato – Regioni e dal Ministero. Su questo argomento è stata fatta chiarezza. Il direttore Desideri è stato chiaro: quel regolamento non riguarda la Toscana perchè fissa obiettivi relativi a posti letto per migliaia di abitanti e il dato di ospedalizzazione. Punti già raggiunti in Toscana da tempo. Ieri abbiamo effettuato verifiche su quanto realizzato nel corso dell'anno e su quanto verrà fatto: gli impegni che sono stati sottoscritti si stanno realizzando. Obiettivi raggiunti: automedica 24 ore su 24 e sette giorni su sette in Valdarno, unità semplice di gastroenterologia, melanoma center, oculistica con il Serristori. Non dobbiamo però stare tranquilli: la Regione infatti ha varato la riforma sanitaria. Tra l'altro commissario da luglio fino al primo gennaio 2016 sarà proprio Enrico Desideri”. Viligiardi, poi, ha ribadito l'attenzione verso il Valdarno superiore e la volontà di tutelare il territorio e i cittadini al di là dell'appartenenza politica.

E proprio sull'appartenenza politica e sulla necessità di unirsi al di là degli steccati per una revisione della riforma sanitaria regionale è intervenuto Francesco Carbini, capogruppo di Cresce San Giovanni.

“Spero che questo sia un primo passo per spogliarsi delle appartenenze come è accaduto quando quell'ospedale è nato. E se tutto quello che è stato fatto ha un senso dobbiamo difendere quell'ospedale al di là delle appartenenze. Il Valdarno ha già dato: la chirurgia pediatrica c'è stata solo per un breve periodo, quella dell'uretra e della mammella non ha portato i numeri auspicati, per non parlare della riabilitazione che doveva diventare eccellenza e così non è stato. Anatomia patologica portata ad arezzo, cardiologia e pediatria declassate in strutture semplici. Se adesso le cose dovessero migliorare non potrei che esserne contento. Non mi sembra che vi sia stata molta attenzione da parte dei sindaci valdarnesi altrimenti non avremmo perso tante eccellenze professionali. Cosa vuol dire Valdarno superiore unito? Forse ci scordiamo che la Usl 20/A e 20/ B che dovevano unirsi nell'ottica del monoblocco della Gruccia sono state invece smembrate? Pensiamo di recuperare oggi l'azienda unita oppure vogliamo spogliarci delle appartenenze e avere il coraggio di firmare insieme una richiesta per la revisione della legge sanitaria regionale? Io sono disponibile. Sono scelte forti. Ma credo che un giorno i cittadini riconosceranno questo sacrificio”.

Ha ancora incentrato l'attenzione sulla riforma regionale Lorenzo Martellini capogruppo di Per un'altra San Giovanni:

“La vera problematica sarà la riforma sanitaria che avrà un impatto anche sui nostri ospedali. Questa legge è stata votata a favore anche da Enzo Brogi, Gianluca Parrini e Pieraldo Ciucchi. La legge impatterà sul nostro assetto territorio perchè si parla di 2.000 o 3.000 tagli e della riperimetrazione delle aree vaste: questa organizzazione secondo me non è stata costruita in maniera corretta e in difesa dei territori. L'aspetto importante è quello della riorganizzazione delle aree vaste: noi oggi scontiamo scelte politiche di venti anni fa. Il primo obiettivo quindi è impedire questa riperimetrazione. Il Valdarno deve tornare a essere unito altrimenti sarà la periferia di Arezzo o di Firenze". Poi ha presentato un documento che dice no alla riperimetrazione e si all'unificazione del Valdarno.

Si sono susseguiti gli interventi di Simone Ghiori del Pd che ha sottolineato la necessità di passare dalle parole ai fatti, di Michela Fabbrini del Movimento 5 Stelle che ha ribadito la preoccupazione per la riforma regionale con i 1500 esuberi e il rischio di far rivolgere il cittadino al privato. Poi quelli di Passerotti, coordinatore delle Misericordia del Valdarno, di Roberta Soldani presidente del Calcit Valdarno, di Mauro Brogi dell'Aido Valdarno, di Andrea Ghiandelli della Cgil, del dottore Lucio Colonna, di Leonardo Cardinali, di Catia Naldini di Cresce San Giovanni e di Domenico Mangiola dei Cobas sanità del Serristori di Figline che hanno espresso preoccupazione. 

Il dottore Colonna ha affermato: "Credo che non ci sia alternativa, se si vuole parlare di servizi locali: è necessario chiedere l'abrogazione della legge. Il Comitato sanità pubblica di Arezzo, di cui faccio parte, sta raccogliendo firme".

Nella parte finale del consiglio ha preso la parola il direttore generale della Asl8 di Arezzo Enrico Desideri che ha risposto a tutti gli interventi e ribadito quanto affermato già nell'ambito della Conferenza dei sindaci. Ha parlato dell'importanza delle case della salute, della prevenzione, della medicina d'iniziativa e del volontariato e poi della legge 28 della Regione Toscana: "Vi sarà una governance multilivello: ovverosia controllo e programmazione a livello di distretto, di provincia, di mega Asl e di Regione".

Al termine è stato approvato un documento unico, tra i due presentati dal Pd e da Per un'altra San Giovanni, che impegna il sindaco a dare vita a un bacino sanitario comune  tra Valdarno aretino e fiorentino e a salvaguardare i servizi attivi alla Gruccia. Non lo hanno votato Cresce San Giovanni e il Movimento 5 Stelle perchè al suo interno non vi è la richiesta di abrogazione o di revisione della riforma sanitaria regionale.

 

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