25.03.2017  14:07

Sanità e distretto unico, Avanti Montevarchi all'attacco della regione: "La legge sia più flessibile"

di Glenda Venturini
Dopo l'assemblea con l'assessore Saccardi, i consiglieri montevarchini di opposizione Camiciottoli e Ricci tornano sul tema: "La legge non è un totem da venerare. La Regione deve ripensare il modello organizzativo". E chiedono ai sindaci del Valdarno più coraggio


Da una parte l'invito alla Regione ad essere più flessibile, riconoscendo distretti sanitari anche in zona di confine, come il Valdarno, divise in due Asl; dall'altra l'appello ai sindaci valdarnesi a fare scelte coraggiose. All'indomani dell'assemblea pubblica organizzata dal Pd, che si è tenuta a San Giovanni alla presenza dell’assessore regionale alla sanità Stefania Saccardi, parlano i consiglieri comunali di Avanti Montevarchi, Fabio Camiciottoli e Paolo Ricci.

"La conferma della rigidità della legge regionale in tema di confini amministrativi della aziende e, quindi, dell’ipotesi distretto Valdarno e la mancanza di volontà nel dare piena attuazione alle norme che permettono di integrare servizi pubblici e privati per abbattere le liste d’attesa in diagnostica e specialistica sono i due punti chiave - scrivono in una nota - in sostanza, secondo l’assessore, il distretto unico del Valdarno sarà possibile solo se i comuni concorderanno di appartenere ad una unica azienda sanitaria".

"Ciò equivale a dire che i valdarnesi possono scordarsi il distretto unico, l’integrazione ospedaliera e, in futuro, anche qualche servizio - sostengono Camiciottoli e Ricci - ma la legge regionale non è né può essere un totem da venerare! Se per zone storicamente e territorialmente omogenee sono opportune e funzionali ai bisogni dei cittadini soluzioni flessibili la legge deve prevederle. Al netto delle furbate tattico-politiche oggi occorre rilevare che su questo specifico punto la sindaca di Montevarchi Chiassai ha molte ragioni".

Insomma, i due esponenti di opposizione confermano, di fatto, il loro appoggio a Silvia Chiassai, che sta portando avanti una battaglia importante. Poi aggiungono: "Sulle liste di attesa per diagnostica e specialistica Saccardi ha spiegato, tra le altre cose, che si potrà affidare al privato sociale qualche funzione. Può darsi che a Firenze e nei comuni fiorentini il privato sociale abbia esperienze e centri efficienti. Altrove queste realtà non esistono e conviene inventariare il privato che esiste per integrarlo nel sistema su base trasparente e non, magari, attraverso contrattazione individualistiche. Su questo l’assessore, esprimendo una visione ideologica non condivisibile, sembra non sentirci".

"Altri aspetti - concludono - dovranno essere affrontati e ci impegniamo ad organizzare un dibattito pubblico sulla sanità territoriale. Per ora però è doveroso chiedere al PD e ai sindaci del territorio di rompere il muro di conformismo e mettere in campo il coraggio necessario a riaprire il dibattito". 

 

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