21.09.2016  00:00

"Salviamo il gruppo in terracotta della chiesa di San Niccolò a Ganghereto": iniziato l'intervento

di Monica Campani
Opificio delle pietre dure, Comune di Terranuova con il patrocinio della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle province di Siena, Grosseto e Arezzo insieme per recuperare il gruppo in terracotta attribuito ad Agnolo di Polo e risalente a fine '400 inizio '500


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Data della notizia:  21.09.2016  00:00

È scattata a Terranuova l'operazione "Salviamo il gruppo di terracotta policroma della Chiesa di San Niccolò a Ganghereto". Un'iniziativa che ha lo scopo di recuperare un'opera importante, attribuita ad Angolo di Polo e deturpata dall'umidità, e di sensibilizzare i cittadini sulla necessità di contribuire per salvaguardare un patrimonio che è di tutti.

L'opera, un gruppo di terracotta composto da tre altorilievi raffiguranti la Madonna con Bambino tra i Santi Nicola di Bari e Pietro, è collocato in una nicchia dietro l'altare maggiore. Risale alla fine del '400 inizio '500 ed è attribuito ad Agnolo di Polo plastificatore del Rinascimento fiorentino formatosi alla scuola del Verrocchio e poi diventato collaboratore  di Giovanni della Robbia.

Opificio delle pietre dure, Comune di Terranuova, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle province di Siena, Grosseto e Arezzo e Parrocchia di Santa maria di Terranuova hanno creato un gruppo che si sta occupando dei restauri. Segretaria e storica del progetto è Paola Francioni. Le restauratrici sono Stefania Bracci e Francesca Rossi.

Il gruppo di terracotta stava versando in uno stato di degrado dovuto alla sua realizzazione, a vecchi restauri non eseguiti in maniera corretta, ma soprattutto all'umidità di risalita del muro esterno della chiesa che ha causato lo sfaldamento della malta usata per il fissaggio alla parete e provocato il distacco di San Pietro.

Laura Speranza, Opificio delle pietre dure e laboratori di restauro: "Il progetto ha radici lontane. L'opera era nota alla Soprintendenza aretina fin dagli anni '90. Gli scarsi finanziamenti non hanno permesso il restauro finora. Ne parliamo adesso in seguito al peggioramento delle condizioni dell'opera. Si tratta di un gruppo in terracotta policroma di grandi dimensioni che rappresenta la Madonna con il bambino tra due santi. Purtroppo uno dei due Santi è collassato ma si è potuto recuperare prima che cadesse. Abbiamo chiesto aiuto al Fai, alla Cassa di Risparmio di Firenze e all'Opificio di pietre dure. L'opera è stata messa in programma e speriamo che qualcosa arrivi anche dal Ministero. Ci vogliono 60.000 euro ed è necessario che vi sia una raccolta anche sul territorio e tra gli appassionati d'arte per permettere il recupero di un'opera attribuita ad Agnolo di Polo, molto rivalutato dalla critica, formato alla scuola del Verrocchio e compagno di Giovanni della Robbia".

Felicia Rotundo, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo: "Abbiamo trovato un terreno fertile per lavorare insieme. Il salvataggio di un'opera è la prima attività della Soprintendenza. Mi sono resa conto delle grandi potenzialità di questa zona soprattutto per quanto riguarda le forme artistiche della scultura del Rinascimento, un periodo fertile della storia dell'arte. Noi ci auguriamo che questo possa essere il primo passo per la valorizzazione di questo territorio con l'aiuto dell'amministrazione comunale e degli ambienti ecclesiastici".

Monsignor Enrico Gilardoni, Parrocchia di Santa Maria di Terranuova: "La parrocchia è grata di avere un gruppo di lavoro così importante per un'opera altrettanto importante. Il gruppo rappresenta la fede che si esprime per la Madonna e i santi in questa piccola chiesa della Parrocchia. Cerchiamo di coinvolgere il maggiore numero di persone e dei nostri parrocchiani in questo impegno di valorizzazione di opere che contengono la fede di chi vi ha lavorato. Tutte le nostre Chiese hanno tanta ricchezza da valorizzare. Iniziamo da quella di Ganghereto per la quale la Parrocchia metterà a disposizione quanto possibile".

Per contribuire al restauro è possibile: effettuare una donazione presso la filiale della Banca del Valdarno di Terranuova tramite un bonifico intestato a Salviamo Ganghereto, Iban IT 30L0881171660000000201093. Oppure è possibile votare Ganghereto sul sito del FAI ( www.iluoghidelcuore.it) o direttamente presso la filiale della Cassa di Risparmio di Terranuova.

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