Salvare il Serristori Udc alza dei paletti sulla costituzione del comune unico. Devono essere fornite delle garanzie irrinunciabili per il progetto
Il comune unico dovrà avere un ruolo centrale nel Valdarno, ribadire l'importanza fondamentale dell'ospedale Serristori e assumere ogni impegno affinché la discarica de le Borra non divenga in nessun caso un pericolo per la salute e la qualità del nostro ambiente: questo è quanto chiede il gruppo consiliare figlinese Salvare il Serristori Udc per dare il proprio assenso alla costituzione del comune unico tra Figline e Incisa.
Il gruppo consiliare figlinese Salvare il Serristori Udc interviene sul tema del comune unico e chiede delle garanzie per dare il proprio appoggio al progetto.
“Quando si vuole costruire un’unione nuova - dichiara il capogruppo Clara Mugnai - occorre prestare attenzione e che nessuno ne sia ‘scomunicato’, quindi questa nuova assemblea deve essere forte, centrale, capace di unire, di aggregare, di non lasciare indietro gli ultimi, i malati, i disagiati del proprio territorio”.
Quindi si pongono alcuni paletti: “il comune unico Figline Incisa dovrà avere un ruolo centrale nel Valdarno, quale interlocutore privilegiato della Città Metropolitana, e non essere invece l’estrema periferia di un’improbabile unione con la Valdisieve, dovrà ribadire l’importanza fondamentale dell’ospedale Serristori come presidio irrinunciabile per il Valdarno e dovrà assumere ogni impegno affinché la discarica de le Borra, per la quale si ribadisce comunque la totale contrarietà, non divenga in nessun caso un pericolo per la salute e qualità del nostro ambiente”.
“Siamo fortemente dubbiosi - termina il comunicato - sulle capacità dell’amministrazione figlinese di giungere alla costruzione di un comune unico, visto che non è stata nemmeno capace di condurre in porto la costruzione di un palazzo comunale alle ex Lambruschini”.