17.07.2017  14:53

Rural Point, il nuovo progetto di fattoria sociale per l'inclusione sociale e lavorativa

di Federica Crini
La struttura si trova nei pressi di Pergine, nell'area chiamata “L’Aia di Ramarella”. Il progetto fa parte del Patto territoriale per la salute mentale del Valdarno: una collaborazione tra istituzioni e associazioni e cooperative del settore sociale, con il contributo della Regione


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Data della notizia:  17.07.2017  14:53

"Rural Point" è il progetto di una fattoria sociale realizzato all'interno del Patto della Salute mentale in Valdarno. È sattao presentato questa mattina nei pressi di Pergine, dove è stata individuata la struttura e i terreni dove attivare le varie iniziative, e interessa gli ambiti dell’Abitare Supportato, dell’Agricoltura sociale e di altre forme di socializzazione e inserimento lavorativo.

Il progetto sarà realizzato all’interno di un’azienda agricola nella porzione chiamata “L’Aia di Ramarella”, della quale saranno affittati due appartamenti, i fondi, la cantina, alcuni annessi agricoli, un pezzo di terreno da adibire a orto e 20 ettari di bosco. "Rappresenta la sintesi di un percorso iniziato quattro anni fa grazie alla sinergia tra vari soggetti che, di volta in volta, si alternano in base alle peculiarità delle varie azioni e prevede numerosi sviluppi per la sua implementazione", spiegano dalla Asl.

 


"Questa fattoria sociale è pensata in maniera diversa e più complessa, in modo da poter fare varie cose" - spiega Sauro Testi, responsabile del progetto per la cooperativa Koinè  - "Dalla cooperativa agricola alla coltivazione di una parte di bosco, dall'idea di una tartufaia fino ad una piccola fattoria didattica". Attività diverse per integrazione e opportuntà per coloro che vivono in situazioni di disagio.

Il progetto inizia come start up, grazie anche ad un finanziamento della Regione Toscana, ed è finalizzato all’autosostentamento. "Nel giro di un anno, entro giugno 2018, ci siamo posti l’obiettivo di mettere in moto tutta la macchina (parte agricola, parte abitativa, parte della fattoria sociale ecc) e di trovare le risorse per garantirne il funzionamento.  Dobbiamo quindi definire i criteri di utilizzo delle attività diurne e residenziali da parte dei servizi territoriali, il tutto in collaborazione con alcune realtà locali come l’associazione Aldebaran e la cooperativa La Macchia”, prosegue Testi.
 


Il sindaco di Pegine Simona Neri ha espresso la soddisfazione di poter accogliere nel territorio questa fattoria sociale: "Il nostro è da sempre un Comune a vocazione agricola ed è condivisibile che si possano coniugare percorsi terapeutici e sanitari con quelli dell'agricoltura sociale. Attraverso la sinergia di tutti i soggetti coinvolti faremo sì che l'Aia di Ramarella possa auto-sostenersi attraverso il recupero e la coltivazione delle nostre terre".

 

 

"Mi auguro che la fattoria possa divenire un punto di riferimento per il territorio e per la promozione delle nostre eccellenze" - prosegue Neri - "E che possa rappresentare occasione di integrazione con i progetti per l'infanzia che l'assessorato alle politiche sociali sta portando avanti. Questa è un'ottima occasione per coinvolgere la popolazione anziana del luogo”
 


Presenta anche il Direttore generale della Asl Toscana sud-est Enrico Desideri, che ha evidenziato "le potenzialità per farla diventare un’esperienza pilota, un esempio per altre realtà. E’ innovativo e straordinario che questo bellissimo luogo diventi il fulcro di un progetto di vita, di inclusione e di occupazione”.
In rappresentanza della Regione Toscana erano presenti i consiglieri Valentina Vadi e Lucia De Robertis, che hanno sottolineato l'importanza di questo piano non solo a livello territoriale, ma come esempio da esportare.
 

 

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