05.07.2015  20:24

Rispunta il piano di chiusura di Poste Italiane: sono quattro quelli a rischio in Valdarno, già annunciata la chiusura di Pieve a Presciano

di Glenda Venturini
Chiusa la parentesi delle elezioni regionali, ecco che torna alla carica il piano di ridimensionamento degli uffici postali nelle aree montane e nelle frazioni. Poste vorrebbe chiuderne una sessantina: tra questi, già comunicata la chiusura di Pieve a Presciano, mentre restano sospese per ora le decisioni su Meleto, Mercatale e Campogialli


Al comune di Pergine è già arrivata la comunicazione: "Ufficio postale di Pieve a Presciano chiuso dal 7 settembre". Ma in Valdarno restano sospesi a mezz'aria anche i destini delle poste di Meleto, Mercatale e Campogialli, per le quali al momento non risultano arrivate comunicazioni ufficiali. 

Tutto questo perché, con un tempismo quantomeno sospetto (visto che si è da poco conclusa la parentesi delle elezioni regionali), Poste Italiane ha deciso di tornare sui suoi passi, e riconsiderare quella decisione presa appena quattro mesi fa, di non procedere più alla chiusura dei piccoli uffici postali della Toscana

Quel piano di razionalizzazione di Poste, che prevedeva la chiusura di 65 uffici postali in Toscana e che fu congelato per la mobilitazione di Regione, Uncem e Anci, si ripresenta dunque oggi praticamente invariato: solo sei uffici postali su 65 escono dalla lista delle cancellazioni in Toscana. E non sono in Valdarno: qui, dunque, i quattro uffici postali a rischio restano fra i 59 dunque per i quali sarebbe confermata la chiusura.
 
Ad essere penalizzate sono le aree marginali, periferiche, montane e rurale. "Non lo accettiamo – commenta il Presidente di Uncem Toscana Oreste Giurlani – Poste non si smentisce mai, siamo alle solite, prima la sospensione delle chiusure annunciate perché necessaria una rimodulazione in base anche alle singole situazioni, poi un nulla di fatto poco dopo il periodo elettorale. Insomma ribadiamo che non è possibile dimenticare o sottovalutare la funzione fondamentale di presidio che i servizi postali esercitano nei territori montani e rurali, e dove fungono anche da luogo di coesione sociale, economica e territoriale consentendo l’accesso universale a servizi locali essenziali. Ci riattiveremo nuovamente con Regione e Anci per evitare una ulteriore penalizzazione di quei territori e dei loro cittadini che contano come quelli delle grandi città”, conclude Giurlani.

Cronaca

 
comments powered by Disqus