04.07.2013  17:07

Riorganizzazione del servizio postale, è scontro fra i sindacati

di Glenda Venturini
La Cisl replica alle parole della Uil sulla riorganizzazione, in provincia di Arezzo, del sistema postale. "Noi non stiamo a guardare"


Sulla riorganizzazione del sistema di consegna della posta, con la cancellazione in provincia di Arezzo di 32 zone di consegna, è scontro fra sindacati. Oggi la Cisl replica infatti alla nota della Uil, con dure parole: "Noi non siamo mai stati a guardare, e non accettiamo che si offrano visioni distorte della realtà".

Parole di Daniele Mugnai, segretario territoriale SLP-CISL. "Ci sono organizzazioni sindacali che, quando l’Azienda è partita unilateralmente con la riorganizzazione del recapito, stavano a guardare senza muovere un dito e contemporaneamente firmavano, da sole, un accordo sul Premio di Risultato 'a perdere', che penalizzava la maternità e gli infortuni. Per fortuna, però, ci sono stati anche sindacati che hanno lottato, scioperato, riportato l’Azienda al tavolo, modificato il PdR ed infine firmato un accordo sul recapito che diminuisce (anche se di poco) i tagli, individua aree di crescita e trova soluzioni per ricollocare il personale in eccedenza spesso con lo sviluppo a livello C". 

Riferendosi alla Uil, Mugnai parla di sindacato "che prova a fare un po’ di rumore tra la gente, con i volantini, nei giornali e nelle televisioni senza, tuttavia, proporre alcuna soluzione alternativa nelle sedi opportune. Un fragoroso silenzio anche nelle trattative, sia a Roma che a Firenze dove partecipano solo come osservatori. Le assemblee in solitario sono state una scelta politica di quel sindacato, e non certo una nostra volontà; probabilmente da soli hanno potuto meglio raccontare quello che, a ciascun lavoratore, avrebbe fatto piacere sentire".

"Un Sindacato serio - continua Mugnai - deve trattare sempre e, se il caso, aprire vertenze ma mai si può permettere di offrire una visione distorta della realtà, di illudere i lavoratori che nulla è cambiato. Ora basta con le polemiche; abbiamo tanto da lavorare per il futuro dei nostri colleghi, per difendere l’unicità dell’Azienda, sempre a rischio,  per il mantenimento del lavoro e dei livelli occupazionali. Per risolvere i problemi dovuti alla carenza di personale, ci siamo già attivati per chiedere la copertura dei posti vacanti". 

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