29.04.2013  16:36

Rinvio delle chiusure e fronte comune di tutte le amministrazioni: su Tribunale e Giudice di Pace il Valdarno si gioca le ultime carte

di Glenda Venturini
Oggi il sindaco di Montevarchi invia al Ministero della Giustizia un ordine del giorno approvato all'unanimità in Consiglio comunale. Due le richieste: rinviare la chiusura della sezione distaccata del tribunale, almeno finché non si sarà pronunciata la Corte Costituzionale; e mantenere il Giudice di Pace a Montevarchi, con l'impegno dei dieci comuni del Valdarno aretino a farsi carico dei costi di gestione


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Data della notizia:  29.04.2013  16:36

Mentre il tribunale di Montevarchi viene già in parte smantellato, con il trasferimento di alcune funzioni ad Arezzo, il Valdarno prova a giocarsi le ultime carte per salvare sia la sezione distaccata, sia l'Ufficio del Giudice di Pace. Proprio oggi, infatti, scade l'ultimatum legato in particolare al Giudice di Pace: "Entro il 29 aprile - aveva stabilito il Ministero della Giustizia - gli enti locali potranno proporre istanza di mantenimento, purché si facciano carico delle spese del personale amministrativo, di gestione dei locali e delle attrezzature". 

Su questo punto si concentra la richiesta del Valdarno, che per la prima volta in forma scritta sancisce la cooperazione di tutti i dieci comuni del Valdarno aretino. In sostanza, il comune di Montevarchi chiede, in accordo con le altre amministrazioni, di mantenere l'ufficio del Giudice di Pace proprio a Montevarchi, accorpandolo quindi con quello di San Giovanni. Delle spese si faranno carico (con la riserva di costituire, se necessario, un apposito Consorzio) tutti i comuni, che ricercheranno le risorse finanziarie pro quota parte nel prossimo bilancio. 

In realtà, parte delle spese per il Giudice di Pace sono già oggi a carico dei comuni. Intanto la sede (quella di Montevarchi è di proprietà del comune, così come quella di San Giovanni, destinata a chiudere), ma poi anche alcuni dei costi relativi al personale, visto che presso gli uffici valdarnesi del Giudice di Pace oggi opera un impiegato amministrativo comandato dal comune di Bucine, mentre un altro, comandato invece dal comune di Loro, lavora ad Arezzo. In sostanza, lo sforzo consisterebbe soltanto nell'unificare le forze e coordinarsi in modo da garantire che, almeno a Montevarchi, quell'ufficio rimanga.

Discorso diverso per il Tribunale: per le sezioni distaccate, infatti, non esiste alcun ultimatum. Il Decreto Legislativo del settembre 2012 ha disposto la chiusura di tutte le sedi distaccate dei tribunali, senza possibilità di contrattazione. Per questo non basta, ad esempio, ricordare che il tribunale di Montevarchi smaltisce il 30% dell'intero carico di lavoro del tribunale di Arezzo; che oggi è a servizio di un bacino di utenza di circa 100mila abitanti; che con la sua chiusura sparirebbe un importante presidio della Giustizia in tutto il Valdarno.

Dai primi giorni di aprile, il Presidente del Tribunale di Arezzo ha già preso alcuni provvedimenti di trasferimento di parte delle funzioni dalla sede di Montevarchi a quella centrale. Lo smantellamento, nella sostanza, è già iniziato: in applicazione del Decreto di cui abbiamo detto. Resta solo uno spiraglio: per ottobre è atteso infatti il pronunciamento della Corte Costituzionale sulla legittimità della legge-delega al Governo.

Per questo da Montevarchi parte oggi la richiesta non solo di mantenere il Giudice di Pace, ma anche di prorogare la chiusura del Tribunale distaccato per un periodo di cinque anni, o almeno fino al pronunciamento della Corte Costituzionale. 

Il documento con le due richieste (quella per il mantenimento del Giudice di Pace e per il rinvio della chiusura del Tribunale) sono contenute in un ordine del giorno che ha ricevuto favore unanime, stamani, da parte del Consiglio comunale di Montevarchi. L'intera documentazione è stata quindi inviata al neo Presidente del Consiglio, ai Ministeri competenti oltre che agli organi di Giustizia coinvolti. 

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