14.09.2017  16:05

Rimosso il mammut scoperto al Tasso, completate le operazioni sul luogo del ritrovamento. Ora il restauro

di Glenda Venturini
Altro lavoro di squadra per spostare il fossile di elefante scoperto lo scorso autunno in un terreno privato al Tasso: tante le imprese coinvolte. Ora il mammuthus si trova in un ambiente protetto, dove inizierà il restauro


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Data della notizia:  14.09.2017  16:05

È scivoltato giù dalla collina, protetto da uno scudo creato su misura per conservarlo in questa fase, imbracato per prevenire ogni danno. Il mammuthus meridionalis, l'elefante fossile ritrovato al Tasso, questa mattina ha lasciato quell'area che per un milione e mezzo di anni è stato la sua 'casa', o meglio il suo luogo di naturale sepoltura. 

 

Il primo viaggio dell’elefante segna la conclusione della fase dello scavo paleontologico, diretto dalla Soprindentendenza di Siena con la collaborazione dell’Università di Firenze e dell’Accademia Valdarnese del Poggio, che ha riportato alla luce il cranio e le difese di un esemplare di Mammuthus meridionalis vissuto nel Valdarno, appunto, oltre 1,5 milioni di anni fa.

A scoprirlo erano stati due cacciatori, per caso, al Tasso, lo scorso autunno: e ora che l'ultimo viaggio è compiuto gli enti (che finora hanno mantenuto il massimo riserbo per questioni di sicurezza) svelano che il mammut si trovava appunto in un terreno in località il Tasso a Terranuova, nella proprietà di Giuseppe Nuti, su una delle caratteristiche ‘balze’ della zona, sulla sommità di una collina che però si raggiunge soltanto a piedi, o con i trattori. 

L’operazione più delicata di tutto lo scavo era perciò quella finale, cioè il distacco del pesantissimo fossile dal terreno. Operazione molto problematica: grazie ad un ingegnoso sistema ‘a scivolo’ predisposto dagli operatori delle aziende che hanno collaborato, l’elefante ha percorso la distanza che lo separava dal fondovalle, ed è quindi stato caricato su un mezzo speciale per il trasporto.

La sua nuova 'casa' è un ambiente sicuro, allestito appositamente in Valdarno come laboratorio di restauro temporaneo: serviranno infatti alcuni mesi di lavoro per liberare il fossile dalla terra in cui è rimasto avvolto per tutto questo tempo, e per consolidarlo. Solo una volta concluso il restauro potrà compiere il suo secondo viaggio, quello verso il Museo, dove sarà esposto e visibile da tutti.

Il ringraziamento per le operazioni di oggi, coordinate dagli enti competenti, vanno alle ditte Autogru Valdarno e Riccardo Borri, entrambe di Terranuova, Moretti di San Giovanni Valdarno e Fratelli Giuntini di Pratovecchio.  

Nel frattempo continua la campagna ‘SOS Mammuthus’ sul sito del Museo Paleontologico di Montevarchi e nelle piazze delle feste paesane per la raccolta fondi necessaria a finanziare questa straordinaria scoperta. 

Le prime fasi dello scavo in un video della campagna Sos Mammuthus.

 

 

Cronaca

 
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