"Ridicole le sanzioni a Trenitalia per i disservizi". E arriva la richiesta dei pendolari: "La Regione faccia multe molto più salate"
80 euro in caso di ritardi di oltre 15 minuti nelle ore di punta; 200 euro se un treno viaggia con meno carrozze del dovuto. Sono queste le cifre che Trenitalia paga alla Regione Toscana in caso di disservizi. "Cifre ridicole", secondo il Comitato dei Pendolari valdarnesi, che chiedono anche più ispezioni e monitoraggi. E una garanzia: la linea direttissima resti a disposizione del Valdarno
Irrisorie, per non dire inutili, le multe che la Regione Toscana stacca a Trenitalia ogni volta che si verifica un disservizio. Tanto che il Comitato Pendolari Valdarno Direttissima le definisce "ridicole". E chiede che le sanzioni diventino più pesanti, in modo da costituire davvero un deterrente di comportamenti ingiusti nei confronti dei viaggiatori.
Lo ha sottolineato, questa mattina, il portavoce del Comitato, Maurizio da Re, nel corso dell'audizione sul contratto di servizio di Trenitalia presso la commissione trasporti del Consiglio Regionale della Toscana. Un tavolo al quale Da Re ha portato richieste precise: oltre a multe più salate, anche maggiori controlli e verifiche sulla qualità del servizio, e la garanzia che i treni del Valdarno non vengano sistematicamente dirottati dalla linea direttissima a quella lenta, per fare spazio all'alta velocità.
"Servono sanzioni e penalità più pesanti a Trenitalia per i continui disservizi ai pendolari e impegni concreti per mantenere l'uso della linea Direttissima per i treni del Valdarno, evitando le ormai quotidiane deviazioni sulla linea lenta dovute alle interferenze dei treni Frecciarossa", ha ribadito Maurizio Da Re. Che poi ha ricordato il nodo della questione: "Le deviazioni sulla linea lenta dei treni dei pendolari, per far spazio sulla Direttissima all'alta velocità, non comportano sanzioni a Trenitalia da parte della Regione Toscana, perciò i pendolari chiedono forti sanzioni con la modifica del contratto di servizio in vigore e un accordo specifico fra Regione e Rete Ferroviaria Italiana competente per la gestione del traffico ferroviario".
Multe più salate sono state richieste dai pendolari anche per altri disservizi, come l'inefficiente aria condizionata in estate, o lo scarso riscaldamento in inverno, così come per la puntualità e il sovraffollamento dei treni. "È ridicolo che nell'orario di punta un treno in ritardo di oltre 15 minuti sia sanzionato con soli 80 euro - ha commentato Da Re - quando i tempi di percorrenza sono spesso larghi e permettono il recupero, almeno parziale, dei ritardi. Ed è assurdo che un treno diventi sovraffollato solo perchè ha un numero ridotto di carrozze e venga multato con soli 200 euro".
Infine, ha spiegato Da Re, serve un maggiore controllo da parte della Regione Toscana sul comportamento di Trenitalia. "Chiediamo un numero maggiore di ispezioni, da cui dipendono le sanzioni a Trenitalia, e un monitoraggio della puntualità dei treni non solo nelle stazioni di arrivo, ma anche in quelle intermedie e più significative". In altri termini: il ritardo di un treno non va misurato solo alla fine, ma anche nelle tappe intermedie, come le stazioni valdarnesi. "Nel Valdarno i treni sono spesso in ritardo ma vengono monitorati a Chiusi o a Roma, invece sarebbe importante verificarli anche in una stazione significativa del Valdarno!".