25.04.2012 h 12:35 di  Glenda Venturini

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Ricordare la Liberazione e la Resistenza per evitare che la storia si ripeta. I comuni del Valdarno celebrano il 25 aprile

Cerimonie dedicate ai caduti nella Resistenza a Figline e Montevarchi, così come nel resto del Valdarno. Un messaggio forte e chiaro dai sindaci: "Non dimentichiamo il loro sacrifici, non possiamo permettercelo. La Costituzione, la Democrazia, l'Italia esistono grazie ai nostri Partigiani"
Viva l’Italia, viva la Repubblica, viva la Libertà. Sono le parole che oggi hanno concluso, in tutto il Valdarno, i discorsi dei sindaci in occasione delle celebrazioni del 25 aprile, il 67esimo anniversario della Liberazione d’Italia. Cerimonie che, ogni anno, ricordano i valori fondanti della democrazia e della Costituzione, e il sacrificio di tante persone che per liberare l’Italia hanno dato la vita.
 
Il Valdarno non dimentica, e non lo farà mai. Non lo faranno i figli e i nipoti di coloro che hanno vissuto la Resistenza, e ancora lo raccontano; non lo faranno i luoghi, le colline e le montagne che furono teatro della Resistenza. “Il 25 aprile del 1945 l’Italia ha riacquistato la propria dignità – ha commentato il sindaco di Figline, Riccardo Nocentini – e l’opposizione al regime fascista fu un’opposizione di popolo, che partì dalle fabbriche e dalle campagne”.
 
“A Figline abbiamo avuto persone che sono morte per la libertà, come la famiglia Cavicchi, Giovanni Del Puglia, Bianca Pampaloni. Il loro sangue ha dato a noi la possibilità oggi di poterci esprimere liberamente, e di vivere in un paese civile. Non possiamo, e non dobbiamo, dimenticare il loro sacrificio: per questo è indispensabile la memoria, che venga trasmessa anche alle giovani generazioni”.
 
Tante le persone che hanno partecipato alle celebrazioni in piazza Varchi a Montevarchi. Anche qui, il discorso del primo cittadino, Francesco Maria Grasso è stato incentrato sulla memoria della Resistenza e sui valori di democrazia e libertà che hanno fondato l’Italia. I sacrifici di tanti valdarnesi sono i pezzi della storia che ha fatto l’Italia. “Tante persone sono partite e hanno lasciato tutto, senza che nessuno glielo chiedesse – ha commentato il sindaco – per terminare, come dicevano, il nostro Risorgimento. Purtroppo, però, molti dei Partigiani valdarnesi che erano sopravvissuti alla Resistenza ci hanno lasciato, in questi anni: per questo non dobbiamo assolutamente lasciare che la memoria svanisca con loro”.
 
“Così come non dobbiamo lasciare che siano soltanto le lapidi, a ricordare i nomi di chi si sacrificò per la nostra libertà: i loro nomi e le loro storie devono rimanere scolpiti nei nostri cuori, e in quelli dei nostri figli, perché non si ripeta mai più una pagina così triste della storia italiana”. A Montevarchi, il discorso del sindaco è stato accompagnato dalle note del silenzio, e da quelle dell’Inno di Mameli, eseguite dal corpo musicale “Giacomo Puccini” in piazza Varchi, alla presenza di tantissime persone. 
 
Edizioni locali collegate:  Montevarchi Figline

Data della notizia:  25.04.2012 h 12:35

 

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  • Il discorso del sindaco di Figline, Riccardo Nocentini

  • Il pensiero del sindaco di Montevarchi, Francesco Maria Grasso

 
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