12.12.2013  12:14

Riccardo Nocentini: "Pronti al Comune Unico, la fine di un ciclo. Con Regione e Asl si sta definendo un ottimo accordo per il Serristori"

di Eugenio Bini
Intervista al sindaco Riccardo Nocentini: "Con il consiglio comunale di giovedì prossimo si chiude un ciclo. Con Asl e Regione stiamo definendo un buon accordo sul Serristori con la salvaguardia del Pronto Soccorso e interventi per eliminare le criticità. Verranno stanziati 3milioni e 600mila euro". Sui pendolari: "Alcune polemiche strumentali, ma i disagi sono reali e li sto vivendo sulla mia pelle". E infine annuncia: "Pronto a ricandidarmi se dovessero scendere in campo persone che non credono nel comune unico"


L'intervista in esclusiva a Riccardo Nocentini

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Data della notizia:  12.12.2013  12:14

Giovedì prossimo (alle 9 di mattina) si terrà l’ultimo consiglio comunale di Figline. Poi, da gennaio, arriverà il comune unico ed il commissariamento in vista delle nuove elezioni amministrative che sanciranno la fusione. Il sindaco Riccardo Nocentini non ha dubbi: “Si conclude un ciclo, rappresenta un passaggio storico dei due paesi”.
 
Sette anni e poco più nella veste di sindaco. Come vive questo momento?
 
“Sereno come non mai. Ho passato i primi cinque anni a riorganizzare la macchina comunale e far ripartire gli investimenti con tanta voglia di mettermi in gioco. All’inizio del secondo mandato ho annunciato che mi sarei dimesso in anticipo per riallineare le elezioni di Figline con quella Incisa e permettere la fusione. Sono stati due anni importanti, nonostante le difficoltà generali: governare senza soldi è molto difficile soprattutto per un Comune”.
 
Adesso sta per nascere il nuovo Comune.
 
“E’ il più grande del Valdarno e con enormi potenzialità economiche, culturali e sociali. Una grande speranza per il futuro”.
 
Quali risultati politici ricordare?
 
“ Sicuramente la discarica di Le Borra: abbiamo lavorato perché si potenziasse la raccolta differenziata e c’è stata una continua opera di negoziazione con la Regione. E alla fine della realizzazione della discarica se ne riparlerà dopo il 2021, ma molto probabilmente non si farà mai: anche grazie all’opera di persuasione del Comune l’indicazione regionale è quella di non aprire più discariche”.
 
Il mandato si è concluso con la paura per le sorti del Serristori.
 
“E anche in questo caso mi ritengo soddisfatto. Abbiamo inaugurato le nuove sale operatorie e sono entrate a regime. Oltre a questo stiamo per concludere con Asl e Regione un protocollo che rappresenterà un punto fermo per il futuro: prevede la permanenza e il potenziamento del pronto soccorso h24 con la sub intensiva e quindi con gli anestesisti necessari. Inoltre verranno stanziati 3milioni e 600mila euro per aprire la Casa della Salute e per la manutenzione straordinaria della struttura come il rifacimento dei tetti”.
 
Il piatto piange però per le opere pubbliche.
 
“Sinceramente negli ultimi dieci anni la situazione è cambiata tanto per i Comuni e realizzare grandi opere è sempre più difficile. E’ vero che la piscina non è stata realizzata e per altre opere ci sono stati problemi. Allo stesso tempo però stiamo portando a compimento la variante a via Grevigiana e abbiamo trovato una soluzione per il terzo lotto della variantina. Così come stiamo eliminando tutti i semafori del paese: la rotonda sarà funzionale entro Natale. Abbiamo poi inaugurato spazi importanti, a cominciare dalla nuova sede dei vigili”.
 
Il momento più brutto di questi sette anni?
 
“Il giorno in cui ci vennero recapitati gli avvisi di garanzia per le Lambruschini e venne bloccata l’opera”.
 
La scorsa settimana è rientrato a lavorare. Come è la vita da pendolare?
 
“Sono un funzionario in Regione e lavoro a Novoli. L’ambiente è ottimo. Sul fronte dei trasporti sinceramente è stato un battesimo di fuoco tra ritardi e scioperi degli autobus. Alcune polemiche del Comitato Pendolari sono strumentali ma altre sono vere e i disagi reali”.
 
Quali sono quelle strumentali?
 
“Ribadisco che ci sono disagi veri. Ma quando si parla di carri bestiame mi vengono in mente i miei tempi e gli autobus che prendevamo per andare a scuola a Montevarchi, non gli attuali treni”.
 
Chi sarà il futuro sindaco del Comune di Figline e Incisa?
 
“Ci sono due strade che possono essere seguite: o dare un segnale di discontinuità, partendo quindi con una classe politica nuova. Oppure un percorso più di continuità per ripartire nel migliore dei modi e con una macchina amministrativa già rodata. Entrambe le strade sono corrette”.
 
Lei  è disposto a ricandidarsi?
 
“E’ una discussione prematura ma una cosa la posso dire: sarei pronto nel caso si candidasse qualcuno che non ha mai creduto nel comune unico”.

Cronaca / Politica

 
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