19.03.2012  10:21

Restauro del cimitero, la giunta abroga in autotutela gli atti. Ferme tutte le procedure per la compartecipazione alle spese dei concessionari

di Glenda Venturini
Così come aveva richiesto, venti giorni fa, il consiglio comunale, la giunta fa sapere, con una nota di questa mattina, di aver abrogato la delibera con cui si chiedeva ai concessionari di pagare i lavori al cimitero monumentale di Montevarchi. "Resta fermo il principio - sottolineano sindaco e assessori - che il restauro non può essere pagato per intero ed esclusivamente dal comune"


La Giunta di Montevarchi. Al centro, il sindaco Francesco Maria Grasso

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Data della notizia:  19.03.2012  10:21

Il consiglio comunale lo aveva disposto chiaramente lo scorso 29 febbraio: gli atti di giunta con cui era stata disposta la compartecipazione dei concessionari di loculi ed ossarini alle spese di ristrutturazione della parte monumentale del cimitero comunale di Montevarchi dovevano essere revocati. 

Ora, a distanza di venti giorni, sindaco e assessori firmano un comunicato stampa in cui annunciano di aver deciso di abrogare la deliberazione n. 13 del 19 gennaio 2012, "riguardante la determinazione delle quote spettanti agli eredi ed agli aventi causa delle concessioni perenni al fine di conservare il diritto di sepoltura in perpetuo nel cimitero monumentale del capoluogo, per la realizzazione dei lavori di restauro e messa in sicurezza all’interno del cimitero stesso". 

"La decisione - spiegano sindaco e assessori - è stata assunta con l’intento di fugare ogni dubbio sulla legittimità di tale atto, recependo anche le proposte formulate dai gruppi consiliari e dai cittadini con il fine di approfondire maggiormente e verificare tutti gli aspetti giuridico-amministrativi del procedimento intrapreso". Una forma di autotutela in attesa di capire come riprogrammare il finanzamento dei lavori, peraltro necessari.

Sulla sua linea, però, la giunta resta ferma: non può essere il comune a pagare per intero questi interventi. "Fermo restando il principio fondamentale dell’azione politica per cui secondo questa giunta il lavoro di restauro non può essere sostenuto in maniera esclusiva dalla fiscalità generale di un'intera comunità, è necessario però valutare fino in fondo e approfondire che a questo principio di ordine politico corrisponda anche un principio di legittimità finanziaria e giuridica".
 
"La scelta dello strumento giuridico-amministrativo dell'abrogazione - conclude la nota di sindaco e assessori - avviene sulla base del principio generale di autotutela proprio della giunta e prevede la conseguenza dell’immediata interruzione del procedimento amministrativo già iniziato, in attesa di approfondire tutti gli aspetti giuridici legati a questa materia, anche attraverso gli organi istituzionali preposti". 

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