12.05.2017  08:43

Regolamento sul gioco lecito, anche l'amministrazione di Montevarchi pronta ad adottarlo. Unanime il consenso in Consiglio

di Glenda Venturini
Il dibattito nella seduta di ieri è partito da una mozione a firma delle consigliere Pd Bertini e Neri, in cui si chiedeva di procedere quanto prima all'approvazione del Regolamento predisposto da Anci Toscana. Il documento emendato dalla maggioranza è passato all'unanimità


Il comune di Montevarchi è pronto e disponibile ad adottare il Regolamento sul gioco lecito predisposto da Anci Toscana, per il contrasto alla diffusione delle ludopatie. È questo il messaggio emerso dal Consiglio comunale di ieri, in cui maggioranza e opposizione si sono confrontate su un tema sul quale, alla fine, si è raggiunta l'unanimità dei consensi. 

Il dibattito è partito da una mozione firmata dalle consigliere del gruppo Pd all'opposizione, Francesca Neri ed Elisa Bertini. Il documento chiedeva appunto a Giunta e Sindaco di presentare il Regolamento sul gioco lecito predisposto da Anci Toscana all’interno del Progetto Ludopatie, che è già stato inviato a tutti i comuni della Toscana, proprio con l'obiettivo di dare uniformità sul territorio alle iniziative di contrasto al gioco d'azzardo. 

Negli interventi, sia gli esponenti di maggioranza che lo stesso sindaco Silvia Chiassai hanno sottolineato come il Regolamento, presentato in sede di Conferenza dei sindaci dalla responsabile per Anci Toscana, il sindaco di Pergine Simona Neri, aveva già trovato riscontro positivo nell'amministrazione di Montevarchi. Alla fine, dunque, il documento è passato con un emendamento di maggioranza, e il voto favorevole di tutti i consiglieri presenti. Inizia perciò il percorso che porterà alla discussione e al voto per l'adozione dell'apposito Regolamento. 

Il testo del Regolamento sul gioco lecito, che Anci Toscana ha redatto, comprende diversi punti che toccano molti aspetti del fenomeno: consentirà ai comuni, ad esempio, di inserire ulteriori luoghi sensibili dai quali mantenere la distanza di 500 metri per l'apertura di centri di scommesse e di spazi per il gioco d'azzardo, oltre ai locali di proprietà comunale, oratori, biblioteche, musei, giardini pubblici, ospedali, case di cura, e così via; vieta la pubblicità di prodotti di gioco pubblico nell’ambito del territorio comunale; prevede che in caso di richiesta di sovvenzioni economiche da parte di un cittadino che ha perso tutto per il gioco patologico, l'Amministrazione si riservi di concedere i contributi solo a patto di attivare un percorso terapeutico di sostegno e cura. 

 

 

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