11.02.2015  18:48

Questione Poste, il presidente Rossi ai sindaci: "È una battaglia da vincere". Approvata una mozione in consiglio

di Monica Campani
Il presidente della regione Toscana Enrico Rossi incontra i sindaci e annuncia che scriverà al Ministero per sollecitare un intervento contro la chiusura degli uffici postali. Il consiglio regionale ha approvato una mozione del Pd ma sottoscritta anche da tutti gli altri gruppi


Ufficio postale di Meleto
I sindaci del Valdarno, Leonardo Degl'Innocenti o Sanni, Sergio Chienni, Pietro Tanzini e Simona Neri, insieme ad altri colleghi toscani, sono stati ricevuti dal Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. Dall'incontro è venuta fuori una presa di posizione netta e chiara contro la volontà di Poste Italiane di chiudere alcuni uffici postali. In Valdarno aretino sono quattro: Meleto a Cavriglia, Campogialli a Terranuova, Mercatale, diviso tra Bucine e Montevarchi, e Pieve a Presciano a Pergine.

"È una battaglia da vincere" ha affermato Enrico Rossi. Poi ha chiesto ai sindaci la possibilità di usufruire delle loro firme di presenza per accluderle alla lettera che il Governatore della Toscana invierà al Ministro. Nella missiva verrà chiesta la revoca della decisione di Poste Italiane e il mantenimento degli uffici.

Sergio Chienni sindaco di Terranuova e in qualità di vicepresidente regionale dell'Anci Toscana, sul suo profilo Facebook scrive: "Oltre alla sostanza negativa della scelta di Poste, anche l'approccio lascia fortemente contrariati, coi Sindaci che hanno appreso dalla stampa quello che sarebbe accaduto. Purtroppo a questo si aggiunge che da mesi vengono segnalati dai cittadini, di più Comuni, la mancata o ritardata consegna della corrispondenza. Così proprio no".

Il sindaco di Cavriglia presente all'incontro insieme al vicesindaco Filippo Boni:

"L'amministrazione Comunale di Cavriglia conferma quindi la propria volontà di opporsi con ogni mezzo alla chiusura del presidio postale di Meleto".

Il consiglio regionale, poi, ha approvato una mozione presentata dal Pd ma sottoscritta anche da tutti gli altri gruppi con la quale si impegna la giunta a farsi promotrice presso Poste Italiane per il mantenimento degli uffici postali.

Il consigliere Enzo Brogi:

"Credo che certi servizi e certi spazi, e tra questi certamente quello dell'ufficio postale, in una frazione o in un paesino di montagna, rappresentano un presidio che contribuisce a mantenerli in vita - ha affermato il consigliere regionale Enzo Brogi - Oggi il Consiglio Regionale ha approvato una mozione, presentata dal gruppo Pd e sottoscritta anche dagli altri gruppi, che impegna la Regione Toscana ad attivarsi rapidamente verso Poste Italiane di fronte all'annunciata chiusura di ben 61 uffici postali in Toscana, in gran parte nelle frazioni e nelle zone montane. In Valdarno il piano dei tagli colpisce frazioni dei Comuni di Cavriglia, Pergine, Bucine e Terranuova B.ni e in questo modo la Regione vuole farsi portavoce delle istanze dai territori, in primis dei Sindaci e dei Consigli comunali che in questi giorni hanno espresso la loro contrarietà e preoccupazione per la chiusura di servizio essenziale per cittadini. Per questo, la Regione si cercherà anche di attivare forme di collaborazione tra Poste Italiane e le Amministrazioni locali per mantenere in ogni caso la disponibilità di alcuni servizi".


 
Aggiornamenti
Più di una settimana fa
I sindaci
In un comunicato congiunto i sindaci di Terranuova, Cavriglia, Pergine e Bucine hanno dichiarato: “Oltre alla sostanza negativa della scelta di Poste anche l’approccio lascia fortemente contrariati, con i sindaci che hanno appreso dalla stampa quello che sarebbe accaduto. Purtroppo a questo si aggiungono anche i disservizi segnalati dai cittadini, di più Comuni, circa la mancata o ritardata consegna della corrispondenza. Fare massa critica in questi casi - proseguono - è fondamentale, sono stati oltre 100 i Sindaci che hanno partecipato a questo primo incontro”. I Sindaci valdarnesi coinvolti, oltre agli incontri istituzionali daranno vita ad ulteriori comuni iniziative nei prossimi giorni per mantenere alta l’attenzione ed esercitare, in tutti i modi consentiti, una pressione su Poste Italiane e sui soci della stessa affinché venga evitata la chiusura degli uffici.
Più di una settimana fa
Rossi: "I tagli sono un insulto ai pensionati e agli anziani"
Nella sala della Presidenza della Regione, dove Regione, Anci (Associazione dei Comuni) e Uncem (Unione di comuni e enti montani) avevano convocato la riunione, Rossi ha prima ascoltato gli interventi di decine di sindaci dei comuni interessati dai tagli, poi ha concluso: "Tagliare 63 uffici postali che costano pochi milioni è un atto che suona come insulto ai pensionati, agli anziani, a chi sta in montagna, a chi vive nelle parti meno accessibili ai flussi urbani. Ci batteremo insieme ai Comuni perché questo piano scellerato non passi e perché questa presenza dello Stato a garanzia di un servizio universale si mantenga. Per questo chiederemo a Poste il ritiro del Piano". Il Presidente Rossi da domani coinvolgerà anche altre Regioni e solleciterà un incontro al Governo (Il Ministero dell'economia detiene il 65% di Poste s.p.a.) e all'amministratore di Poste S.p.a. Caio. A questi destinatari e ai parlamentari italiani sarà inviata una lettera sottoscritta da Rossi e dai sindaci presenti alla riunione per richiedere lo stop al Piano. "La nostra - ha chiarito Rossi - non è una posizione irragionevole. In fatto di tagli la Toscana ha già dato, laddove è stato possibile tagliare lo si è già fatto nel 2012. Allora siamo anche intervenuti in via sostitutiva con i punti "Ecco fatto". Ma questa volta no: non siamo in presenza di un'azienda che ha buchi di bilancio, bensì di un'azienda che nel 2013 ha avuto oltre un miliardo di utili netto. Credo che si debba ragionare in termini di solidarietà come prevede la Costituzione per mantenere presenze fondamentali sul territorio".

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