01.10.2011 h 10:14 di  Glenda Venturini

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Questione biblioteca: "I giovani si devono indignare. E vi chiederanno conto delle scelte fatte oggi"

Le parole di Chiara Galli scatenano la reazione dell'Associazione Next. Che parla di alternative possibili, e di una spesa per la Ginestra che sarà "un macigno sul futuro futuro delle nuove generazioni"
Questione biblioteca: "I giovani si devono indignare. E vi chiederanno conto delle scelte fatte oggi"
La ex Filanda alla Ginestra, destinata a diventare 'polo culturale'
Alle parole di Chiara Galli, ex assessore alla cultura, che abbiamo pubblicato ieri, risponde l’Associazione Next, da sempre schierata contro lo spostamento della biblioteca comunale alla Ginestra. Che non accettano alcune delle critiche fatte anche a loro:

"Accogliamo con stupore le parole della ormai futura segretaria del Partito democratico che, a quanto pare, sente ancora suo il ruolo di assessore alla cultura. Mai abbiamo detto che un comune in un periodo di crisi non debba investire. Abbiamo sempre sostenuto, infatti, che si debba andare incontro ad una rimodulazione del Piuss, dando spazio alle opere prioritarie per la città".

"Come Associazione Next riteniamo che di fronte ad affermazioni del genere, i giovani abbiano tutto il diritto di indignarsi. Noi ci auguriamo che i giovani di Montevarchi facciano sentire la loro voce, forte e chiara, a chi sta rubando loro il futuro. Perché di questo stiamo parlando. I giovani chiederanno conto a chi, in un momento drammatico come questo, non ha il coraggio di fare scelte che avrebbero il pregio di attivare forze nuove, soluzioni nuove e nuove risorse".

"Ci sono tante alternative possibili al progetto di spostamento della Biblioteca, considerazioni molto vicine, tra l'altro, a tanti esponenti attuali ed ex consiglieri del Pd; ed a noi suona strano che il futuro segretario consideri già tale parte non progressista e non incline ad una mentalità 'giovanile' a cui lei fa riferimento". Ma la nota dell'Associazione Next punta anche ad aspetti economici ben precisi.

"Non è assolutamente vero che tutte le opere pubbliche facciano ripartire l'economia, come è facile comprendere se solo fosse stato redatto un businessplan economico-finanziario di questa opera (a proposito: se esiste, perché non lo rendete pubblico? E se non esiste, perché non è stato fatto?). Ci sono opere che per i loro costi di gestione sono destinate a pesare come un macigno sul futuro delle nuove generazioni".

"La verità è che, già oggi, sono spesi in maniera non oculata tanti fondi pubblici, a partire dai
75.000 euro per gli affitti
della sede dell’Urp e dei fondi presi per una serie di archivi che, ci viene detto, verranno risparmiati grazie allo spostamento della biblioteca alla Ginestra. La domanda che ci viene da farci è se già adesso questi soldi non si possano risparmiare con una gestione più oculata. Risparmiare da subito, non fra quindici anni".

"Noi crediamo - continuano i responsabili di Next - che non è spendendo di più e male che si garantirà un futuro ai giovani. Perché investire non è sinonimo di spendere. Si può investire anche a costo zero, o si può rimodulare l'investimento a seconda del momento. E si deve essere capaci di sostenere la gestione per gli anni a venire. In realtà, la domanda che dobbiamo farci in questo momento è questa: ce lo possiamo permettere ancora il Piuss così come è stato pensato?"

"Infine, una domanda che vorremo fare a tutti gli amministratori, ed anche agli ex-assessori: lo fareste voi, in questo momento, un mutuo a trent'anni sapendo che, per un impedimento che potrebbe accadere nel prossimo quinquennio, l'onere potrebbe non solo aumentare come tasso, ma addirittura raddoppiare come capitale? Lo fareste se foste voi a dover rimborsare personalmente la somma necessaria? Ristruttureste la vostra casa sapendo che magari i lavori potrebbero durare decenni o che non finireste mai di ristrutturare? Beh, forse voi si. Noi invece, forse anche basta".
 
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Data della notizia:  01.10.2011 h 10:14

 
 
 
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