20.04.2017  14:00

"Progetto Salviamo Ganghereto": inizia il recupero delle opere in terracotta della chiesa di San Niccolò

di Monica Campani
Il gruppo, in terracotta policroma, è composto da tre altorilievi raffiguranti la Vergine con Bambino tra i santi Pietro e Nicola. E' attribuito a Agnolo di Polo. Continua la raccolta di fondi per il restauro


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Data della notizia:  20.04.2017  14:00

Grazie all'Opificio delle Pietre Dure di Firenze che ha donato 10.000 euro è Iniziato il restauro del gruppo in terracotta policroma, composto da tre altorilievi raffiguranti la Vergine con Bambino tra i santi Pietro e Nicola e collocato all'interno della Chiesa di San Niccolò a Ganghereto di via Fazia a Terranuova. Dopo l'interesse dell'amministrazione comunale a sostenere il progetto "Salviamo Ganghereto", è arrivato anche un importante riconoscimento da parte del FAI: l'opera si è attestata tra i luoghi toscani da preservare che hanno ottenuto almeno 1500 voti da parte dei cittadini.

L'opera, attribuita ad Agnolo di Polo formatosi nella bottega del Verrocchio e collega di Giovanni della Robbia, versa in condizioni di degrado e necessita di un restauro immediato per impedirne la perdita. 

Nel mese di settembre dell'anno scorso è nato il progetto "Salviamo Ganghereto" con lo scopo di sensibilizzare enti e cittadini alla raccolta di fondi che permettano il completo restauro delle terrecotte.

Opificio delle pietre dure, Comune di Terranuova, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle province di Siena, Grosseto e Arezzo e Parrocchia di Santa maria di Terranuova hanno creato un gruppo che si sta occupando dei restauri e anche la Regione Toscana guarda con interesse all'opera.

Valentina Vadi: "Si tratta di un progetto di restauro molto importante così come importante è l'apertura del cantiere. Sicuramente è un'iniziativa degna di nota che riporterà all'antica bellezza il gruppo artistico ma che permetterà anche una valorizzazione in termini turistici per l'intero territorio".

 

Spiega le fasi del restauro, che avverrà in tre momenti, Stefania Bracci. I tempi sono abbastanza lunghi e dipendono molto dalle risorse economiche.

"Prima di tutto la rimozione delle tre terrecotte e tutta una serie di esami per vedere quali sono le condizioni globali dell'opera e per fare una mappatura degli interventi. La seconda fase sarà un lavoro effettivo: dovrà essere riconsolidato il supporto in cotto. L'ultima fase è quella di rendere questi pezzi scultorei autonomi rispetto al supporto murario: verranno rimontati e collocati in maniera che siano due entità separate".

 

Per raccogliere le risorse che permettano il restauro il gruppo "Salviamo Ganghereto" organizza iniziative di vario: visite guidate all'interno della chiesa, un pomeriggio di musica e teatro il 14 maggio, e la presenza dal 22 aprile al primo maggio alla 81° Mostra internazionale dell'artigianato alla Fortezza da Basso di Firenze dove saranno in vendita le medagliette realizzate per l'occasione.

Paola Francioni, curatrice del progetto: "Abbiamo iniziato la raccolta fondi. Grazie all'Opificio delle pietre dure che ha donato 10.000 euro abbiamo iniziato il restauro, ma per completarlo la somma necessaria è ingente".

 

Per contribuire al restauro è possibile: effettuare una donazione presso la filiale della Banca del Valdarno di Terranuova tramite un bonifico intestato a Salviamo Ganghereto, Iban IT 30L0881171660000000201093 oppure partecipare alle varie iniziative. Per informazioni: www.salviamoganghereto.com o sul profilo facebook.

 

 

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