22.06.2012  16:22

Progetti concreti per una situazione che è più grave di quanto si immagini. Molti i volontari, assente l'esercito.

di Monica Campani
Dai sindaci del Valdarno, tornati da pochi giorni dall'Emilia colpita dal terremoto, viene lanciato un appello per coordinare gli aiuti alle popolazioni e allo stesso tempo è stata sottolineata la diversità degli interventi rispetto ad altre calamità

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Data della notizia:  22.06.2012  16:22

La prima considerazione, dopo essere stati in visita al campo di San Possidonio e al paese devastato dal terremoto, per i sindaci del Valdarno è un piano per il futuro: non gare di solidarietà per vendere il parmigiano reggiano, visto che le aziende non riescono a soddisfare tutte le richieste, nè denaro o prodotti. Le popolazioni non ne hanno bisogno. Hanno invece la necessità di guardare al futuro e per poterlo fare è importante la ricostruzione. La seconda considerazione, invece, riguarda la diversità degli interventi e degli aiuti in Emilia rispetto all'Abruzzo dove per esempio vi era una presenza massiccia di militari. Nei paesi emiliani neppure l'ombra.

Sauro Testi e Maurizio Viligiardi raccontano di non aver visto l'esercito ma solo tantissimi volontari e cittadini a operare. Molte poi le persone che si sono aiutate da sole con l'installazione di tende o camper nei giardini, con la preparazione del cibo e con gli aiuti ai più bisognosi. Da una parte, insomma, quasi la spettacolarizzazione del dramma, in Abruzzo, con migliaia di persone giunte in soccorso dei terremotati, dall'altra, invece, in Emilia, una presenza attiva ma più modesta. "Sembra quasi che l'evento non sia stato considerato in tutta la sua gravità - commenta Sauro Testi - non può, però,  passare il messaggio che siccome questo popolo è più efficiente di altri può essere in grado di farcela da solo. Non è così. Ha bisogno di aiuto".

E gli aiuti devono essere concreti e coordinati in maniera seria. Da qui l'appello di Sauro Testi e Maurizio Viligiardi: organizzate iniziative, raccogliete denaro ma aspettate a inviarli. Rifatevi comunque al livello comune. E in questo senso, dopo l'incontro con il sindaco di San Possidonio, i progetti da realizzare ci sono.

"Il sindaco di San Possidonio ci ha già dato alcune idee su vari progetti - afferma Testi -  come per esempio la possibilità di cofinanziare una struttura polivalente per i ragazzi del costo di 160.000 euro, oppure l'acquisto di arredi per la scuola dell'infanzia per un costo di 55.000 euro. Ci sono già obiettivi concreti. Aspettate però. Come abbiamo fatto in Abruzzo, dove abbiamo costruito il plesso scolastico coordinandoci".

"La situazione è molto più grave di come la vediamo dal di fuori.  C'è una grande presenza di volontariato, una mobilitazione dei residenti e delle forze locali. Realtà come l'esercito per esempio sono, però, assenti. Questo ci ha fatto pensare che l'evento non sia stato considerato in tutta la sua gravità. Non si pensi che gli emiliani, visto che sono un popolo laborioso, se non vengono aiutati ce la faranno ugualmente a rimettersi in piedi da soli. Hanno bisogno del nostro aiuto. Non può passare il messaggio che siccome questo popolo è più efficiente di altri  può essere in grado di farcela da solo. Non mandate messaggini: non si sa quale percorsi fanno. La solidarietà deve essere fatta in modo diretto".

"Noi non abbiamo la percezione di quanto sia successo - afferma il sindaco di San Giovanni Viligiardi -  ma dentro ai paesi ci sono tantissimi abbattimenti. Pochi forse i crolli ma moltissimi immobili lesionati e che devono essere abbattuti per essere ricostruiti. I progetti che ci hanno presentato sono concreti. Abbiamo dato la nostra disponibilità ad ospitare anziani e bambini. Abbiamo, infatti, visitato i campi: nelle tende con questo caldo si vivono momenti incredibili".

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