27.11.2019  08:41

Prodotti contraffatti: 3 persone su 10 ammettono di acquistarli. Presentata in Valdarno ricerca di Confcommercio

di Glenda Venturini
Confcommercio ha celebrato la Giornata nazionale “Legalità ci piace" in Valdarno, insieme ai responsabili delle delegazioni di Montevarchi e San Giovanni. Dall’indagine su contraffazione e abusivismo realizzata da Confcommercio e Format Research emerge che il 32,1% degli aretini acquista consapevolmente prodotti contraffatti, soprattutto abbigliamento


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Data della notizia:  27.11.2019  08:41

Tre persone su dieci, in provincia di Arezzo, ammettono di aver consapevolmente acquistato nel 2019 prodotti contraffatti, soprattutto abbigliamento. Sono il 32% degli intervistati in una indagine realizzata da Confcommercio e Format Research per fare il punto sui fenomeni della contraffazione e dell’abusivismo. I prodotti contraffatti sono capi di abbigliamento (47%), alimentari (45%) e scarpe e calzature (31%), ma addirittura anche farmaci (sul web, +1,0% rispetto al resto d’Italia).

I risultati sono stati resi noti ieri, in Valdarno, nell’ambito della settima Giornata nazionale “Legalità ci piace”. Una iniziativa con cui l’associazione di categoria cerca di accendere i riflettori sul peso che illegalità ha sulle imprese e sui professionisti dei settori commercio, turismo e servizi. In provincia di Arezzo, Confcommercio ha celebrato la Giornata della legalità proprio in Valdarno con un incontro dei suoi quadri dirigenziali delle delegazioni di Montevarchi e San Giovanni, alla presenza dei presidenti di zona Federica Vannelli e Paolo Mantovani e della vicedirettrice provinciale Catiuscia Fei.

Sempre secodo l'esito della ricerca, chi acquista prodotti illegali lo fa perché lo considera "un buon affare" (78,8%, superiore al dato nazionale del 68%) e per motivazioni di natura economica (73% contro il 70% del dato Italia). Questo nonostante sia consapevole dei rischi che corre, in termini di sanzioni amministrative ma anche di pericoli per la salute e la sicurezza. Il ritratto del consumatore 'tipo' di prodotti contraffatti, in provincia di Arezzo, rivela che è in prevalenza donna (54,8%), dai 35 anni in su, ha un livello d’istruzione medio-basso (per il 49,9%), è soprattutto impiegato, pensionato o disoccupato (per il 72,4%).

La ricerca di Confcommercio ha poi sondato la percezione delle imprese al riguardo dei fenomeni criminali che colpiscono la categoria. Il 61% se ne sente danneggiato. Tra quelli percepiti maggiormente in aumento ci sono l’abusivismo (46%), i furti (33,1%) e la contraffazione (32%). La concorrenza sleale e la riduzione dei ricavi sono gli effetti di questi fenomeni che vengono ritenuti più dannosi dalle imprese. Infine, il taccheggio: il 73,6% dei commercianti al dettaglio, nella zona della provincia di Arezzo,, è stato vittima almeno una volta in passato di un episodio di taccheggio. La percentuale è più elevata rispetto al dato nazionale del 69,3%.

"Quello che più colpisce - ha commentato la vicedirettrice della Confcommercio aretina Catiuscia Fei - è l’ancora scarsa percezione da parte dei consumatori che l’illegalità danneggia tutti perché, erodendo i ricavi delle imprese, frena lo sviluppo e l’occupazione. Dobbiamo promuovere l’educazione alla legalità fra i più giovani e nelle famiglie, perché questa battaglia diventi patrimonio comune".

"Abusivismo e contraffazione - hanno aggiunto i presidenti delle delegazioni valdarnesi Federica Vannelli e Paolo Mantovani - non sono ‘peccati veniali’, ma vere e proprie piaghe che minano alle basi la nostra economia, sovvertono i principi della libera concorrenza, fiaccano gli imprenditori onesti che rispettano le leggi; non può passare la sensazione che l’onestà non paghi, per questo sosteniamo il delicato lavoro delle forze dell’ordine e ci mettiamo a loro disposizione perché la lotta ai reati di qualsiasi genere sia portata avanti con decisione". 

 

Cronaca / Economia

 
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