20.07.2017  18:20

Poste, resta lo stato di agitazione. Cgil e Cisl proclamano un altro mese di sciopero degli straordinari, in Toscana

di Glenda Venturini
Continua la protesta contro la completa privatizzazione di Poste Italiane e contro la carenza di personale che, secondo i sindacati, sta portando al collasso il servizio. Dal 22 luglio al 20 agosto riparte lo sciopero dello straordinario e delle prestazioni aggiuntive sul territorio della Toscana


Resta complicata la situazione sul fronte di Poste Italiane. I sindacati di categoria hanno deciso di continuare la protesta contro la completa privatizzazione ma anche contro le carenze di personale delle Poste, proclamando un nuovo sciopero delle prestazioni aggiuntive, a partire da sabato 22 luglio e fino al prossimo 20 agosto, in tutte le zone della Toscana. 

I disagi per l'utenza sono spesso legati, sottolineano i sindacati, proprio alla mancanza di personale. “In Toscana - spiega Marco Nocentini, segretario regionale Cisl Poste - il personale applicato alla sportelleria e al recapito è insufficiente a garantire i servizi ai cittadini soprattutto in questo periodo. Poste Italiane non si è neanche preoccupata di assumere per le sostituzioni delle ferie estive, portando al collasso il servizio con quintali di corrispondenza ferma e file interminabili negli uffici postali”.

“La situazione del personale, decimato dai tantissimi pre-pensionamenti - continua Nocentini - è precipitata negli ultimi mesi e, guarda caso, dopo il collocamento in borsa del 30% del capitale di Poste Italiane. Questo dimostra che privatizzare un’azienda pubblica è un errore: il privato non guarda alla qualità del servizio ma soltanto al profitto. Per questo stiamo continuando a lottare per evitare la completa privatizzazione; e chiediamo da tempo un piano di assunzioni indispensabile per salvaguardare la qualità del servizio ai cittadini”.

Poste Italiane invece punta a razionalizzare, come ha fatto ad esempio con il servizio di consegna della posta, che in Valdarno aretino funziona già a giorni alterni. “Nella nostra regione - spiega Graziano Benedetti, coordinatore della Slc-Cgil Toscana - siamo di nuovo in sciopero contro la decisione del governo di privatizzare Poste Italiane al solo scopo di fare cassa. I rischi occupazionali per la Toscana non sono ancora finiti, ancora non è stato ritirato il progetto sulla chiusura del Centro di Meccanizzazione Postale di Castello, a Firenze, e nonostante le nostre richieste non è stato modificato il progetto di riorganizzazione della divisione Posta Logistica e Comunicazione, fatto di soli tagli come quelli per le zone alterne che, se non modificato profondamente, produrrà un peggioramento della qualità del servizio come a Prato e Arezzo”.

“Nella sportelleria del ‘Mercato Privati’, oltre che alle pressioni indebite sul personale, si segnala il pesante vuoto di organico, investito da massicci esodi incentivati aziendali senza sostituzione di chi esce. Il tutto provoca peggioramento del servizio per i cittadini e trasferte continue tra il personale, subissato dal lavoro”.

Il sindacato denuncia infine una situazione insostenibile in Toscana per i continui distacchi dovuti alla carenza di personale negli uffici, le precarie condizioni dei mezzi necessari alla consegna della corrispondenza e dei pacchi.

Economia

 
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