02.08.2017  16:00

Poste, in provincia di Arezzo solo 26 reintegri a fronte di 70 uscite. Cisl: "D'estate i disagi aumentano"

di Glenda Venturini
Continua lo stato di agitazione proclamato dai sindacati. In provincia di Arezzo, Valdarno compreso, i problemi maggiori riguardano la consegna della corrispondenza e le code agli sportelli. Il sindacato di categoria Cisl: "Il fallimento del servizio è evidente soprattutto in estate. Situazione intollerabile anche nella qualità"


Non si ferma la mobilitazione dei sindacati di categoria che mantengono lo stato di agitazione nel settore postale. "Nell’aretino come nel resto della Toscana la situazione è diventata esplosiva", si legge in una nota della Cisl. E a preoccupare sono i numeri degli addetti: "Il personale, decimato dai tantissimi pre-pensionamenti, non è mai stato seriamente reintegrato ed il tutto, guarda caso, dopo il collocamento in borsa del 30% del capitale di Poste Italiane".

Due i fronti aperti in provincia di Arezzo, che riguardano da vicino anche il Valdarno. Da una parte c'è il problema della consegna della corrispondenza. Daniele Mugnai, della SLP CISL, punta il dito sul "fallimento del recapito a giorni alterni, reso ancora più problematico proprio dalla carenza di personale anche nella divisione recapito". 

Dall'altra parte i problemi agli sportelli, che creano spesso lunghe code per i clienti. "La sportelleria - aggiunge Mugnai - è insufficiente a garantire i servizi ai cittadini soprattutto in questo periodo. Negli ultimi tre anni qui in provincia di Arezzo sono usciti più di 70 colleghi mentre quelli sportellizzati sono stati 26. Siamo allo sbando ed è evidente la necessità, fin dal prossimo rinnovo contrattuale previsto per settembre, di stabilire in maniera chiara le condizioni per far fronte alle uscite con un preciso piano di passaggi a full time (per i colleghi interessati), trasferimenti volontari ed infine assunzioni".

"Questo dimostra - conclude il responsabile Cisl - che privatizzare un’azienda pubblica è un errore, in quanto il privato non guarda alla qualità del servizio reso ai cittadini, ma soltanto al profitto. E’ per questo che stiamo continuando a lottare per evitare la completa privatizzazione; e chiediamo da tempo un piano di assunzioni indispensabile per salvaguardare la qualità del servizio ai cittadini. Questo è l’unico modo per dare respiro sia alla divisione del recapito ed anche, soprattutto, agli uffici postali che sono ridotti praticamente all’osso". 

 

Cronaca / Economia

 
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