15.04.2016  20:29

Posta consegnata a giorni alterni, ad Arezzo il presidio dei sindacati: "Scelta scellerata". Partecipa anche il sindaco di Cavriglia

di Glenda Venturini
La riorganizzazione del servizio di recapito riguarda anche quattro comuni valdarnesi, compreso quello di Cavriglia. I rappresentati di Cgil e Uil portano avanti la protesta, e denunciano anche il taglio di 61 zone di recapito e altrettanti posti di lavoro. Alla protesta si associano Sel di Arezzo e la Lega Nord Toscana


Si è tenuto davanti alla Prefettura di Arezzo il presidio organizzato da Slc-Cgil e Uilposte per dire no alla riorganizzazione di Poste Italiane, che prevede il recapito della corrispondenza soltanto a giorni alterni: in provincia di Arezzo il nuovo piano partirà a maggio, interesserà in tutto 26 comuni, fra cui Bucine, Cavriglia, Loro e Pergine. Il sindaco di Cavriglia, Leonardo Degl’Innocenti o Sanni, ha partecipato alla manifestazione. 

I rappresentanti di Cgil e Uil, in presidio insieme a un centinaio di lavoratori, spiegano che contemporaneamente "si assisterà al taglio di 61 zone di recapito e di conseguenza di altrettanti posti di lavoro". E il piano di riorganizzazione "sarà esteso successivamente a tutta la Toscana". 

Una delegazione di sindacalisti è stata ricevuta dal Prefetto Vicario che, riferiscono i sindacati, "ha espresso sensibilità e interesse verso le problematiche sollevate da Cgil e Uil". I rappresentanti dei lavoratori sottolineano come il piano porterà solo problemi: "Il recapito a giorni alterni, così come portato avanti dall’azienda, peggiorerà la qualità del servizio reso ai cittadino e allo stesso tempo comporterà un aggravio delle condizioni di lavoro". 

"Non possiamo permettere un depauperamento progressivo del sistema del recapito, e quindi dell’intera azienda - hanno affermato Renzo Nardi, segretario Uilposte Toscana, e Graziano Benedetti, coordinatore Slc-Cgil Toscana - la conseguenza delle scelte scellerate di Poste Italiane sarà meno servizi ai cittadini e meno lavoro. Non ci fermeremo qui e faremo il possibile perché questo non accada, né ad Arezzo né altrove". 

Alla protesta si associano anche alcune forze politiche. "Poste italiane si fa forte della Legge di stabilità 2015 varata dal Governo nazionale, che dà sciaguratamente il via libera a questo processo", scrive in una nota Sel-Sinistra Italiana Arezzo. "Noi non ci stiamo! Poste italiane, che a maggioranza è ancora azienda partecipata dallo Stato, registra ogni anno sorprendenti utili grazie ai servizi postali e a quelli bancari, per questo non può tagliare un servizio universale essenziale. Sollecitiamo i Sindaci e i Consigli comunali ad esprimere urgentemente la propria protesta. A tutti i 26 Sindaci invieremo subito l'interrogazione presentata negli scorsi giorni dall'On. Franco Bordo di Sel-Sinistra italiana, nella quale si contesta il provvedimento e si chiede l'intervento del Governo. I tagli possono essere fermati: i Comuni scendano in campo e si facciano sentire". 

A schierarsi contro il piano di Poste Italiane anche il consigliere regionale della Lega Nord Marco Casucci: "Siamo fermamente contrari a piani che riducono sensibilmente il livello di servizi offerto ai cittadini, in particolare nei piccoli comuni e nelle zone periferiche, dove generalmente abitano persone anziane. Purtroppo in Consiglio regionale la maggioranza sta portando avanti politiche di esclusione e di disgregazione dell’identità dei piccoli comuni. Depositeremo la prossima settimana una mozione che impegna il governatore Rossi a garantire a tutti i cittadini toscani un servizio pubblico quotidiano e di qualità. Chiederemo inoltre che vengano convocate le rappresentanze dei sindaci dei piccoli comuni montani ed i vertici di Poste Italiane per trovare una soluzione che non veda peggiorare la qualità del servizio postale". 
 

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