14.09.2018  13:19

Pirelli, la rabbia di Rossi: "Deve sentirsi moralmente impegnata per Bekaert". La sindaca Mugnai: "Ha un obbligo morale"

di Glenda Venturini
Nemmeno i rappresentanti delle istituzioni sono stati ricevuti dai vertici Pirelli a Milano. L'amarezza nei commenti del Presidente della Toscana e della sindaca di Figline e Incisa


"So bene che noi non abbiamo nessun titolo giuridico nei confronti di Pirelli, ma questa multinazionale deve sentirsi moralmente impegnata nei confronti dei lavoratori della Bekaert che fino a quattro anni fa producevano per lei. È anche grazie a loro che la Pirelli è diventata grande". Così il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, stamani presente sotto la sede storica di Milano Bicocca, per chiamare in causa la multinazionale dei pneumatici insieme ai 160 lavoratori partiti da Figline, la RSU di Pirelli e altri operai in lotta per la difesa del posto di lavoro.

Pirelli però non ha aperto loro i cancelli, né ai lavoratori né alle istituzioni: Regione, Città Metropolitana e Comune di Figline e Incisa. "A questo punto - ha aggiunto Rossi - dobbiamo pretendere che il ministro Di Maio mantenga la promessa fatta a Figline e che faccia approvare il decreto che concede la cassa integrazione per cessazione di attività. E lo faccia urgentemente, altrimenti il 4 di ottobre i licenziamenti diventeranno effettivi e tutto sarà stato inutile". 

"Chiediamo - ha precisato il presidente Rossi - più tempo per poter procedere alla reindustrializzazione del sito di Figline, che deve partire dal riutilizzo di quello stabilimento e dalla riassunzione di tutti i 318 lavoratori. Noi possiamo favorire questo processo, impiegando fondi europei, ma ciascuno deve fare la sua parte. Venerdì 21 saremo al Ministero e mi attendo che ci sia anche Pirelli. Ha perfino aumentato le sue commesse di steel cord, garantendo altri utili alla Bekaert, ha quindi strumenti per farsi sentire e in questa vicenda può giocare un ruolo. Ci appelliamo dunque alla responsabilità morale e sociale che ogni impresa deve sentire. Chiediamo che la multinazionale Pirelli si senta moralmente impegnata a dare una mano". 

Richiama alla responsabilità morale di Pirelli, nel suo commento, anche la sindaca di Figline e Incisa, Giulia Mugnai. 

 

 

"Siamo venuti a Milano davanti alla Pirelli per chiedere all’azienda di assumersi una responsabilità in questo percorso, dando il proprio contributo per mettere in salvaguardia i lavoratori di Figline. Pirelli ha un obbligo morale nei confronti di questi lavoratori, perché è un’azienda che ha fatto parte della storia di Figline per ben 54 anni e che è diventata grande anche grazie al lavoro e alle competenze di chi lavorava nello stabilimento figlinese", ha detto Mugnai. 

"I vertici aziendali non possono sottrarsi dall’assunzione delle proprie responsabilità in questa vicenda, dal momento che ancora oggi Pirelli è tra i principali acquirenti Bekaert. Non possono sottrarsi dalla discussione e non possono sottrarsi dal dialogo con le Istituzioni, né adottare questo atteggiamento di chiusura: stamani a Milano c’ero io, in rappresentanza del nostro Comune, c’era anche il Presidente della Regione Toscana e il consigliere delegato al Lavoro della Città Metropolitana di Firenze, Marco Semplici, ad attendere di esser ricevuti e a sostenere la mobilitazione dei nostri lavoratori. Ma questo non è avvenuto". 

"I prossimi passaggi - ha aggiunto la sindaca - saranno fondamentali perché quello che stiamo chiedendo a gran voce, e che continueremo a chiedere anche al tavolo ministeriale del 21 settembre, è di reindustrializzare il sito produttivo e di garantire tutela per questi 318 lavoratori, non uno di meno. La loro è una battaglia che va oltre la vicenda personale, perché stanno salvaguardando futuri posti di lavoro per la nostra comunità, per chi verrà dopo di loro, per i loro figli e per le generazioni future. Per la nostra città e per il Valdarno. È fondamentale che quei posti restino a Figline, per garantire lo sviluppo di una vallata intera". 

Politica / Economia

 
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