01.08.2012  12:07

Pesanti squalifiche per gli ex-dirigenti dell'Aquila Montevarchi

di Andrea Tani
Cinque anni a Enrico Rossi, quattro ad Angela Perez, tre a Rolando Parrini, uno ad Alberto Giovannoni, otto mesi a Giovanni Mantovani: 13 anni e otto mesi complessivi per i responsabili del fallimento rossoblù.


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Data della notizia:  01.08.2012  12:07

Arrivano pesanti sanzioni per i responsabili del fallimento dell’Aquila Montevarchi: la Commissione disciplinare della Federcalcio ha condannato per “cattiva gestione” cinque degli ex-dirigenti rossoblù ad un totale di 13 anni e otto mesi di inibizione. Cinque anni per Enrico Rossi, quattro ad Angela Perez, tre a Rolando Parrini, uno ad Alberto Giovannoni e otto mesi a Giovanni Mantovani che ha proposto una sorta di patteggiamento.

La Procura, rappresentata dall’avvocato Marco Stefanini, ha riepilogato la storia recente dell’ex-Aquila, “evidenziandone lo stato di sofferenza quale risulta dai numerosi impegni, civilistici e sportivi, che non sono stati onorati”.

Le principali responsabilità gestionali “che hanno portato al dissesto economico, patrimoniale e sportivo della società”, secondo l’istruttoria, sono chiaramente da attribuire a chi in quegli anni ricopriva le massime cariche dirigenziali.

Rossi e Parrini in primis, in quanto “aventi il controllo totale” del club rossoblù. Rossi era il primo socio di maggioranza della Princegroup s.r.l. (ne possedeva il 97,2% delle quote), società che nell’ottobre 2006 aveva acquistato la maggioranza delle quote dell’Aquila per una partecipazione pari all’84,41% del capitale sociale. Tra il 2 giugno 2007 e il 4 aprile 2011, Rossi ha rivestito la carica di presidente del consiglio di amministrazione, di vice presidente e di amministratore delegato. Parrini fu all’epoca vicepresidente sia della Princegroup che dell’Aquila.
 
Ad appesantire la loro posizione c’è l’omissione dei bilanci riferiti al 30 giugno sia del 2010 che del 2011.
 
Vista l’importanza delle cariche ricoperte, Rossi “doveva necessariamente essere a conoscenza dello stato della società in ogni momento”. Uno stato della società a dir poco disastroso: l’ultimo bilancio - redatto peraltro in forma abbreviata - risale al 30 giugno 2009 ed indica una perdita nell’esercizio precedente di 40.615 euro, oltre a varie voci contabili di difficile interpretazione persino per chi ha condotto l’istruttoria e una riduzione dell’attivo di 324mila euro rispetto all’esercizio 2008, nonostante un aumento di capitale di 278.350 euro.
 
A ulteriore dimostrazione di uno stato di illiquidità e di gestione non corretta c’è anche l’esame dei protesti cambiari che al 29 marzo 2011 si attestavano a 76.150 euro dopo un progressivo aumento negli anni. Appena inferiore la famosa cifra (70.458 euro) dei debiti accumulati dall’Aquila nei confronti della Federazione, tra sanzioni amministrative e violazioni delle Norme organizzative.
 
La Perez rilevò poi la società sportiva nell’aprile del 2011, ma né lei in qualità di presidente, né il suo vice Giovannoni  “hanno dimostrato di aver posto in essere provvedimenti limitativi all’ulteriore aggravarsi della situazione economica, contribuendo, piuttosto, con il proprio comportamento, al suo aggravarsi”.
 
Alla Perez “non può essere addebitato interamente il dissesto, anche se il suo comportamento, anziché limitarlo, lo ha acuito”. Anche per questo la Commissione disciplinare le riconosce pesanti responsabilità e negligenze: “non depongono a favore della sua condotta […] i numerosi deferimenti che la Procura federale ha disposto nel corso della sua presidenza conclusisi, tutti, con l’applicazione delle relative sanzioni”.
 
E ancora: “È da addebitarle la trascurata gestione sportiva della società a causa di una totale mancanza di conoscenza delle norme che regolano l’attività federale, dimostrata, non solo con la mancata predisposizione del bilancio al 30 giugno 2011, ma anche con il ritardo con il quale ha provveduto all’iscrizione al campionato 2011/2012”. “Sotto il profilo civilistico il comportamento della Perez denota la mancanza di imprenditorialità che si è manifestata nell’acquisto della maggioranza del pacchetto di quote della Montevarchi Calcio e nella gestione dei rapporti con i calciatori”.

Qui il comunicato che contiene le motivazioni integrali della Commissione disciplinare (da pagina 38).

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