11.09.2019  09:23

Pensionamenti o dimissioni senza alcun reintegro: al Serristori manca personale. I Cobas: "Gravissima situazione"

di Glenda Venturini
Secondo Calò, Mangiola, Fontanelli e Cirinelli, rappresentanti Rsu Cobas nella Asl Centro, "la mancata copertura del turn over rischia di mettere in ginocchio le sorti del presidio ospedaliero figlinese, dei servizi specialistici ambulatoriali e della riabilitazione". Tante le uscite, principalmente per pensionamenti, che non sono state rimpiazzate


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Data della notizia:  11.09.2019  09:23

Una carenza di personale diffusa al Serristori di Figline, legata al mancato turn-over, cioè alla carenza di riassunzioni dopo casi di pensionamento, dimissioni o altro. A denunciare la situazione, dopo aver già in passato preannunciato il rischio di questi problemi, sono i Andrea Calò, Domenico Mangiola, Valentina Fontanelli e Simone Cirinelli, rappresentanti della Rsu Cobas in Asl Toscana Centro. 

"La Direzione Generale della USL - affermano - mette in atto una politica di risparmio, contenimento della spesa, tagli e razionalizzazione accompagnate da una continua e dispendiosa esternalizzazione dei servizi, a partire proprio dall’ospedale Serristori. È dal 2018 che come delegati Rsu Cobas denunciamo il mancato avvicendamento del personale sanitario del presidio ospedaliero Serristori a seguito di pensionamenti, decessi, dimissioni".

"La mancata copertura del turn over, insieme alle trasformazioni con cambio di qualifiche del personale, non sostituito, sta raggiungendo livelli intollerabili e pericolosi. Si parla per ora di Coordinatori infermieristici, infermieri, operatori socio sanitari, fisioterapisti per un totale di 14 unità", spiegano i Cobas. "Impressionanti sono i numeri di chi lascia le corsie all’Ospedale Serristori, per effetto della Legge Fornero e Quota 100, senza che ne consegua una rapida sostituzione". 

Eppure i concorsi ci sarebbero: "Tutto questo - fanno notare i Cobas - avviene nonostante siano stati conclusi o siano in fase di svolgimento numerosi concorsi da parte di Estar, la quale nel contempo ha stipulato una convenzione di 24 milioni di euro, con le arcinote Orienta SpA E Manpower Srl per “assumere” lavoratori in affitto. A parte l’operazione di inaccettabile precarizzazione per i rapporti di lavoro in sanità, si assiste al fenomeno di aggravamento delle condizioni di lavoro con minimi livelli di sicurezza e aumento del rischio clinico. A rischio anche il mantenimento dell’attuale turnazione in h24 della Medicina A, potenziata lo scorso marzo con personale adeguato". 

Secondo i rappresentanti dei lavoratori, le prospettive sono preoccupanti: "La mancata copertura del turn over ad ottobre 2019 metterà in crisi i reparti ospedalieri, il Day Service, i servizi specialistici ambulatoriali, la fisioterapia, l’ufficio infermieristico mentre per fine anno/inizio 2020, l’azienda è già a conoscenza di successivi pensionamenti nell’area del laboratorio analisi e delle attività territoriali socio sanitarie". 

"Come delegati Rsu Cobas esprimiamo una forte contrarietà sulla mancata capacità programmatoria del fabbisogno del personale e pretendiamo che l’Azienda copra immediatamente i turn over e dichiari in sede negoziale il numero del personale in sostituzione, i tempi di ingresso e la garanzia del mantenimento dei servizi con lavoratori a tempo indeterminato e in numero adeguato ai bisogni sanitari della popolazione. Chiediamo infine che entrino in gioco anche le Amministrazioni Comunali del Valdarno fiorentino, non solo a parole, ma con atti istituzionali tesi a garantire il diritto alla salute e al lavoro". 

 

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