10.06.2016  11:41

Pendolari, i problemi della linea valdarnese in una doppia interrogazione del M5S in consiglio regionale

di Glenda Venturini
I consiglieri regionali Bianchi e Giannarelli hanno raccolto i disagi segnalati dal Comitato Pendolari del Valdarno e ne hanno ricavato due interrogazioni che riguardano, nello specifico, il mancato declassamento nei Firenze-Foligno e le sperimentazioni dei regionali sulla Linea Lenta


Il Movimento 5 Stelle della Toscana punta l'attenzione sui problemi del trasporto ferroviario, e in particolare sui disagi segnalati dal Comitato Pendolari Valdarno Direttissima. Una doppia iniziativa dei consiglieri pentastellati, che da una parte hanno rilanciato in Regione il “Manifesto sui problemi e le esigenze del pendolarismo” con una mozione a prima firma Gabriele Bianchi, e dall'altra hanno protocollato due interrogazioni sul caso di specie del Valdarno, illustrate ieri in conferenza stampa da Maurizio Da Re, portavoce del Comitato.

“Da quasi un anno attendiamo dalla giunta - ha spiegato Bianchi - l'attuazione della nostra mozione sul protocollo di sicurezza nei treni, nata dopo la violenza sessuale subita l’11 luglio da una ventenne su un treno regionale. Il Consiglio approvò all’unanimità il 29 luglio, ma ancora la Giunta non ha rispettato l’impegno. Un fatto grave che dà l’idea di quanta priorità questa giunta dia al tema. Ogni anno i pendolari lamentano gli stessi problemi e ogni anno le soluzioni mancano. Treni affollati, spesso non climatizzati e in ritardo cronico. Ci vuole un sistema di monitoraggio della performance che coinvolga gli utenti sulla loro esperienza di servizio. Poi sui ritardi serve un metodo oggettivo, rivedendo gli orari sulla base dell’effettivo tempo tecnico di viaggio: in alcuni casi i treni frenano perché le tratte sono indicate con 5-10 minuti in più”.

Maurizio Da Re, portavoce del Comitato Pendolari Valdarno Direttissima, ha portato la testimonianza dei problemi dei circa diecimila pendolari valdarnesi. “Il Movimento 5 Stelle ha accolto le nostre domande su linea lenta e declassamento: visto che l’assessore Ceccarelli non risponde a noi pendolari, speriamo ora lo faccia ai consiglieri Cinque Stelle. Dal 27 dicembre scorso una coppia di treni Firenze-Roma è passato dalla direttissima alla Linea Lenta per una sperimentazione sulla linea aretina che noi definiamo un 'cavallo di Troia' per perdere la Direttissima. Infatti abbiamo scoperto che nell’orario estivo, da domenica prossima, la sperimentazione continuerà, per complessivi 12 mesi: così Regione Toscana e Trenitalia hanno deciso di peggiorare il servizio a noi pendolari, con un ritardo cronico 'programmato' di 5 minuti, che si aggiunge ai consueti 'inchini' sulla Direttissima dei regionali a favore di Frecce e Italo. Per noi la sperimentazione è negativa già ora, perché altri ancora altri sei mesi così?”.

Poi, il problema della prima classe che rimane a bordo di alcuni regionali sovraffollati. “La Regione continua a non dirci se farà declassamenti dei treni, a 3 anni e mezzo dall’ultimo. Quando noi pendolari del Valdarno prendiamo un Firenze-Foligno dove c’è ancora la prima classe, capita di vedersi multati, o, nel migliore dei casi, spostati nella seconda. Ma se il treno è sovraffollato e la situazione è cronica perché non si declassano le carrozza di prima, come già fatto in passato? È possibile che su 26 treni interregionali, che passano dal Valdarno, per Foligno ma anche per Roma, ne abbiamo ben 20 ancora con la prima classe?” ha concluso Da Re.

“Siamo portavoce dei cittadini attivi, quindi dei Comitati, a tutti i livelli istituzionali. Questi atti nascono dal modo del M5S di leggere il proprio ruolo istituzionale: essere prima di tutto portavoce dei cittadini” ha concluso Tommaso Pierazzi, attivista M5S del Valdarno promotore del dialogo tra consiglieri regionali M5S e comitati.
 

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