20.04.2017  23:06

Pediatria del Serristori, ora scatta la mobilitazione. "Prima l'incontro con i sindaci, poi una manifestazione"

di Glenda Venturini
Il comitato che raggruppa Cobas, Salvare il Serristori, Acli e Calcit hanno incontrato i cittadini di Figline: oltre un centinaio di persone, tante famiglie e tante mamme, insieme ai lavoratori del Serristori. Ora si preparano iniziative su due fronti: con i sindaci, per pretendere il rispetto dei patti territoriali; e contro il trasferimento di pediatria, con una manifestazione simbolica"


Sarà mobilitazione, per fermare il trasferimento della pediatria dall'ospedale Serristori. Lo hanno deciso, in una riunione alla quale hanno presto parte un centinaio di persone, tante famiglie e tante giovani mamme, i membri di quel comitato che riunisce i protagonisti della lotta contro il depauperamento del presidio figlinese: Cobas, Salvare il Serristori, Acli e Calcit hanno già aderito, ma altre associazioni sono pronte ad unirsi a questa protesta. 

Davanti ai cittadini che hanno riempito la sala, Valentina Trambusti e Andrea Calò, rispettivamente per Salvare il Serristori e per i Cobas, hanno ripercorso le tappe che hanno portato fino a qui. "Dopo chirurghi, cardiologi e ortopedici, ora la scure si abbatte anche sulla pediatria. L'unica dottoressa sopravvissuta a queste manovre viene sostanzialmente invitata a lasciare l'ospedale: trasferendo la pediatria sul territorio, impedendo, di fatto, di lavorare con il pronto soccorso". 

 

 

È stata questa la classica goccia nel vaso già colmo di carenze, al Serristori. "Togliere la pediatria significa eliminare oltre un migliaio di accessi l'anno al pronto soccorso: allora, a quel punto, l'Azienda sanitaria avrà ottenuto quello che voleva. Ci saranno troppo pochi accessi al pronto soccorso del Serristori e a quel punto ci sarà il pretesto per chiuderlo del tutto. Questo non deve accadere, noi siamo pronti ad impedirlo in ogni modo", hanno ribadito Calò e Trambusti, ricordando tra l'altro come la pediatria ambulatoriale significhi anche maggiori spese per le famiglie, perché gli esami ai bambini sarebbero effettuati in regime ambulatoriale e non di pronto soccorso. 

Dure critiche al documento della Asl che cita, a sostegno del progetto, un documento del dottor Valdo Flori, segretario provinciale della Federazione Italiana Medici Pediatri: "Non conosciamo questo dottore, ma evidentemente lui non conosce la situazione del Valdarno, eppure dice cose gravi sulla pediatria, che avrebbe addirittura effettuato ricoveri 'impropri'. Qui, sul territorio, ci sono invece medici pediatri che sono pronti a combattere con noi, e il dottor Lauretta lo ha detto chiaramente: la pediatria al Serristori è un servizio fondamentale". Tanti gli interventi di cittadini che hanno utilizzato il reparto e che si sono detti pronti a difenderlo. 

Alla fine, dalla serata esce una duplice proposta: "Per prima cosa, incontreremo in questi giorni i tre sindaci dei comuni che hanno sottoscritto i Patti territoriali. Il sindaco di Rignano e quello di Reggello hanno già detto di esser disponibili; contatteremo anche la sindaca di Figline e Incisa. Sono loro i responsabili della salute pubblica sul territorio, e loro possono chiedere, anzi pretendere, l'attuazione di quei Patti che, tra l'altro, per la pediatria prevedevano addirittura due medici in servizio, e non uno come è oggi". 

"In secondo luogo, siamo pronti alla mobilitazione. Con le famiglie e le mamme prepareremo una manifestazione simbolica, proprio all'ospedale: davanti alla pediatria, se sarà possibile. Sarà un modo per dimostrare che il servizio c'è e funziona, e che la popolazione non vuole che venga toccato", hanno concluso i promotori della serata. Intanto, all'appello lanciato nei giorni scorsi ai parlamentari eletti in Valdarno hanno già risposto in quattro: fra gli altri, Samuele Segoni ha ribadito in una nota "il mio impegno e quello di Alternativa Libera in questa battaglia comune per il nostro territorio, come abbiamo sempre fatto in passato". 

 

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