16.04.2017  09:00

Pediatria del Serristori, il medico Lauretta: "L'attuale attività riesce a dare un servizio adeguato"

di Monica Campani
Il pediatra di famiglia prende posizione sulla questione che in questi giorni ha visto un botta e risposta tra la Asl, i Cobas, l'assessore regionale Saccardi, il sindaco Mugnai, il Comitato e la Lista civica Salvare il Serristori sulla riorganizzazione del settore


Sulla riprogrammazione dell'attività pediatrica al Serristori di Figline in questi giorni hanno preso posizione la Asl Toscana centro, i Cobas, il Comitato e la Lista civica Salvare il Serristori, il sindaco Giulia Mugnai e l'assessore regionale Stefania Saccardi. Adesso entra nel merito un pediatra di famiglia, il dottore Giovanni Lauretta.

"Al Serristori c'è sempre stato un reparto di pediatria che negli anni è stato ridotto come personale, orario e mansioni fino ad arrivare al servizio pediatrico attuale, aperto dalle 8.00 alle 14.00, con accesso dal DEA, Day Service, Day Hospital, Family Service, ambulatorio di Allergologia, servizio di ecografia"

Il dottore Lauretta spiega: "L'attuale proposta della Asl sembra prevedere  una trasformazione in servizio ambulatoriale, senza accesso diretto dal DEA ( pronto soccorso ), con la possibilità per i pediatri di famiglia di inviare pazienti per servizi specifici di diagnosi e cura. E' giusto precisare che non esiste ancora un documento ufficiale della Asl e che stiamo parlando di una discussione in itinere, ma l' obiettivo sembra questo, anche perchè è meglio discutere di una ipotesi che di una decisione già presa".

"I medici e gli infermieri del servizio, pur con notevoli sacrifici e difficoltà, sono sempre riusciti a dare una risposta adeguata alle richieste dei cittadini e sono disposti a continuare a farlo come è successo per anni. Pertanto ritengo che la attuale situazione, per quanto migliorabile, riesca a dare un servizio adeguato nel rispetto delle norme di sicurezza e permetta a noi pediatri di evitare ricoveri e invii in altre sedi, cosa che creerebbe notevole disagio dei piccoli pazienti e delle loro famiglie".

 

 

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