25.03.2021  09:13

Pazienti in dialisi, nella Asl Sud Est il vaccino si potrà effettuare direttamente nel Centro di emodialisi

di Glenda Venturini
In provincia di Arezzo sono 270 i pazienti interessati, che potranno semplicemente comunicare la loro disponibilità al momento della dialisi


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Data della notizia:  25.03.2021  09:13

Tutti i pazienti in dialisi nelle 13 strutture dialitiche presenti negli ospedali della Asl Toscana Sud Est potranno vaccinarsi al momento della consueta seduta di dialisi. “Questi pazienti, che rientrano nella categoria degli estremamente fragili, eviteranno di recarsi appositamente in una delle nostre sedi vaccinali - annuncia il Direttore del Dipartimento di Nefrologia, Paolo Conti - se vorranno avere la somministrazione del Pfizer non dovranno fare altro che manifestare questa disponibilità al personale medico che opera nel Centro di emodialisi. Il nefrologo, in accordo con la Direzione ospedaliera, gli comunicherà quando potrà fare la sua prima dose di vaccino nel corso di una delle prossime sedute di dialisi”.

Sono circa 600 i pazienti interessati nella Asl Tse, di cui 270 in provincia di Arezzo, 130 a Siena e 200 a Grosseto. Le strutture sono in ognuno dei 13 ospedali dell’azienda distribuiti nelle tre province. La decisione di abbinare vaccino e dialisi ha trovato favorevole l’Associazione Nazionale Emodialisi Dialisi e Trapianto (ANED Onlus) che ringrazia Paolo Conti, Direzione Sanitaria e tutti gli operatori sanitari.  

"Speriamo che con continuità e omogeneità - commenta il Segretario regionale ANED Mauro Ringressi -  si diano risposte alla richiesta di urgenti misure di protezione e prevenzione nei confronti dei pazienti in malattia renale cronica che a causa della loro condizione di immunocompromessi rischiano il 30% in più delle persone in salute, non solo di essere contagiati dal virus Covid ma anche di incorrere in percorsi di terapia intensiva con esiti infausti. Rilanciamo la richiesta di incontrare anche la domanda dei pazienti che a causa della stessa patologia si trovano in terapia conservativa, almeno quelli che sono al 4/5 stadio della progressione della malattia renale".

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