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22.11.2011  23:10

Passaggio al digitale, ecco le richieste più assurde nei negozi di elettronica del Valdarno

di Glenda Venturini
Il passaggio al digitale terrestre non è solo un cambiamento tecnico, ma una piccola rivoluzione sociale. Che costringe tutti a misurarsi con tecnologie nuove. Il risultato? Centinaia di domande di spiegazioni e chiarimenti agli addetti dei negozi di elettronica, e tra queste anche qualche vera 'perla'...


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Data della notizia:  22.11.2011  23:10

"Non so come sia andata nelle altre zone, ma in Valdarno di sicuro sono pochi quelli davvero informati sul digitale terrestre". A parlare è uno degli addetti di un negozio di elettronica ed informatica del Valdarno. Che in questi giorni sono letteralmente presi d'assalto da centinaia di valdarnesi che cercano di 'recuperare' il segnale perduto sulla propria televisione. 

Ma i problemi sono tanti. Frutto, spesso, di errori fatti proprio dai clienti. "I decoder, 99 volte su 100, funzionano perfettamente. Ma ci sono ogni giorno decine di persone che si presentano qui da noi con il decoder appena acquistato, sostenendo che è rotto. E poi invece si scopre che non hanno collegato il cavo dell'antenna, o non hanno fatto la sintonizzazione dei canali, come invece spieghiamo sempre".

Ogni giorno da una settimana è un susseguirsi di richieste di spiegazioni, dubbi sull'uso del decoder o del telecomando, domande su antenne e decoder. E poi ci sono i casi limite, quelli che fanno sorridere anche gli addetti. Qualche esempio? Prima di tutto, c'è una sequenza infinita di nomi che vengono dati alla presa Scart. Che, volta volta, diventa presa 'start', 'starter', 'scanner', 'scarpa', o addirittura 'presa a scatti'. E il cavo con le uscite 'maschio-femmina' diventa il cavo 'padre-madre'. Ma non è finita qui.

C'è chi si è rivolto al negozio chiedendo "una antenna per Montevarchi". Come se ogni comune avesse un tipo di antenna diversa. E ancora, chi chiede se il televisore in vendita "ha il decoro incorporato". Intendendo, ovviamente, il decoder. L'ultima in ordine di tempo è il massimo: "Si è presentata una signora - spiega ancora l'addetto - sostenendo che doveva acquistare un decoder per vedere i canali normali, ma non quelli extraterrestri che non le interessavano". E non scherzava, era serissima.

L'elenco sarebbe ancora lungo. Vi riportiamo altri due o tre aneddoti. "Un cliente mi ha chiesto di vedere una tv, e alla mia domanda se aveva intenzione di sfruttarlo in HD, ha risposto di no, che l'avrebbe messo su un semplice tavolino". E un altro, invece, alla domanda del commesso: "Vuole una tv Lcd o al Plasma?", ha risposto: "No, io solo Samsung. Mi trovo bene così". Questione di gusti. 

E lasciando solo per un attimo il reparto tv, si scoprono altre perle. Non mancano, ad esempio, forni a microonde scambiati per televisori, e radiosveglie che vengono prese per navigatori Gps. E ancora, una sequela infinita di nomi storpiati: lettori blu-red (per blu-ray); telefoni touch-green o toch-scri (invece che touch screen); la Win, o Uil, o Window (al posto della Wii); e il Blufuff (che poi sarebbe il blutooth); o gli ochi tochi (walkie talkie). Richieste di fronte alle quali gli addetti cercano di rispondere con la solita pazienza e serietà. Perché il cliente, si sa, ha sempre ragione.

Cronaca / Cultura

 
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